Sicurezza
PIERANDREA VANNI
Noi rappresentiamo lo Stato ma adesso la misura è colma
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I sindaci sono un pezzo dello Stato ed hanno, per il ruolo che ricoprono e per il mandato che ricevono direttamente dai cittadini, un profondo senso delle istituzioni. Non a caso sulla fascia tricolore che indossano sono riprodotti lo stemma della Repubblica italiana e quello del proprio Comune. Se dunque, sono arrivati a forme di forte protesta, come quella di restituire il 15 settembre la delega all'anagrafe e allo stato civile che esercitano come ufficiali di governo, vuol dire che la misura è colma. In tempi di crisi tutti debbono fare la loro parte, ma la crisi non giustifica l'accanimento contro gli enti locali e in particolare contro i piccoli comuni ai quali il decreto del Governo, che sta per essere convertito in legge dal Parlamento impone, oltre ai tagli nei trasferimenti, ben due camicie di forza. La prima è rappresentata dall'imposizione, a partire dal 2013, del patto di stabilità che ha già prodotto guasti enormi. La seconda riguarda i modi confusi, pasticciati e contraddittori con i quali vengono obbligati a dar vita alle Unioni dei Comuni. Questa duplice camicia di forza avrà effetti pesanti sul funzionamento dei piccoli comuni e delle Unioni, i tagli e il patto di stabilità avranno pesanti conseguenze sui servizi pubblici e sugli investimenti. La protesta dei sindaci non è certo in difesa di una casta che siede su ben più importanti, ambite e renumerate poltrone. Dicevano di volerla colpire e invece hanno tolto il gettone di 17 euro lorde a seduta per i consiglieri comunali sotto i 1000 abitanti e hanno più che dimezzato il numero dei consiglieri nei comuni sotto i 15 mila abitanti, restringendo in modo assurdo la rappresentanza, di maggioranza e di minoranza, degli elettori. I sindaci protestano per i cittadini. Per questo il 15 settembre mi auguro che saremo in tanti a rimettere le deleghe ai prefetti. Pierandrea Vanni Sindaco di Sorano coordinatore piccoli comuni
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