Sicurezza
L'autunno caldo degli studenti delle superiori
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LA PROTESTA. Degli studenti delle superiori Ieri mattina è cominciato il volantinaggio che proseguirà nei prossimi giorni
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GROSSETO. «Da oggi i numeri li diamo noi» e così i ragazzi della rete degli studenti medi ha iniziato, con l'apertura delle scuole superiori, il lavoro di preparazione alla manifestazione nazionale del 7 ottobre contro il governo e la finanziaria. Ieri un gruppetto di giovanissimi attivisti era davanti all'Istituto tecnico agrario Leopoldo II di Lorena, questa mattina saranno davanti al liceo classico e scientifico, domani davanti all'istituto Rosmini, e giovedì al geometri e all'iti, e nei giorni successivi i volantini saranno distribuiti di fronte ai professionali, al commerciale ed al liceo artistico. L'apertura della scuola, dunque, è accompagnata, da subito, dalla mobilitazione degli studenti e si preannuncia un autunno particolarmente caldo, di iniziative di sensibilizzazione e di manifestazioni di protesta. «Il governo dà i numeri, ma siamo noi a contare» si legge nel volantino che ieri mattina veniva consegnato a ragazzini dagli occhi ancora assonnati in attesa della campanella che li avrebbe fatti entrare in aula. «I conti che non tornano - spiega Mariasole Barbieri, della Rete - sono soprattutto i conti di questa manovra finanziaria, che finiscono anche per colpire la scuola e il diritto allo studio». La ragazza cita un solo esempio che, però, la dice lunga. «Se la manovra taglia risorse per gli enti locali - spiega, anche ai suoi coetanei - questo si ripercuote, per esempio, sul trasporto pubblico locale e anche sui trasporti scolastici e così, sarà sempre meno garantito il diritto di andare a scuola, perché il trasporto costerà sempre di più». Che l'autunno sarà caldo, ormai, è chiaro. «Scenderemo in piazza, in tutta Italia - dice Mariasole Barbieri - il 7 ottobre per dire no a queste scelte del governo, e scenderemo in piazza anche dopo, insieme ai lavoratori, insieme ai pensionati, perché vogliamo far capire che noi siamo il futuro di questo Paese, e che noi, insieme ai lavoratori e ai pensionati, volgiamo poter dire la nostra sul futuro dell'Italia». (e.p.)
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