Il dolore
Cri: il sindaco tira le orecchie a tutti
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BizzarriBizzarri chiede al commissario Meozzi dimissioni inderogabili «Basta con i personalismi, i volontari facciano un passo indietro»
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SCARLINO. «Tutti devono rispettare le regole» dice il sindaco Maurizio Bizzarri, sulla crisi della Cri. Tutti: i volontari, che non devono creare «fazioni interne, lobby o tifoserie» e il commissario Alduvinca Meozzi: «alla fine della vicenda dia le dimissioni inderogabili». Il sindaco entra nella vicenda del comitato della Cri e analizza la situazione a 360 gradi. «Basta personalismi» dice, riferendosi ai protagonisti di quella che definisce «una fiction da prima serata». E quella in corso non è che il seguito della prima serie. «Da oltre un anno siamo sui giornali a rendere pubblico un dibattito interno al Comitato che era invece da risolvere evitando accuse al vetriolo (da entrambe le parti)». Parla tanto dello "sciopero bianco" dei volontari (per cui non ha parole dolci) quanto della politica che a questo punto ha contaminato la vicenda. Ma forse le parole più significative le spende per il commissario Meozzi. Analizza il contesto, dicendo che «al suo posto mi sarei dimesso dalla carica in Cri al momento della candidatura a sindaco, invece adesso è un momento strano per dimettersi, perché in effetti la Cri non può e non deve essere ricattata. La Cri provinciale ha adesso il compito di ricomporre la frattura interna, recuperando il più possibile tutti quelli che hanno ancora voglia di prestare la loro attività». Serrare le riga e lasciarsi questa vicenda, «che non è stata indolore», alle spalle: questo è la strada tracciata da Bizzarri. A quel punto, però, «è ovvio che chi si è trovato coinvolto, per scelta, in questa "confusione" deve prenderne atto e fare un passo indietro». Non lo dice, ma il riferimento a Meozzi è chiaro. Il commissario nei giorni scorsi ha detto di aver presentato già da qualche mese le proprie dimissioni, non accettate però. In questo senso, il sindaco invita ad «aggiungere alla parolina "dimissioni" un'altra: inderogabili. Forse così nessuno le potrà respingere». Ma i motivi che hanno portato a questa situazione non sono imputabili alla sola Meozzi. Anche i quindici volontari dissidenti, che hanno presentato le proprie dimissioni lasciando il comitato senza i giusti mezzi per garantire il servizio, hanno le proprie responsabilità. «Le varie componenti devono lavorare in sinergia, senza protagonismi e personalismi, prestando il servizio con lo spirito del volontariato» tuona il sindaco, anche perchè di recente è stata aperta una succursale allo Scalo e «non possiamo permetterci di sprecare soldi pubblici non dando servizi e vanificando gli sforzi fatti fino a oggi da tutti». Tirate le orecchie ai dissidenti, Bizzarri passa al piano politico dicendo che ormai sì, un'interferenza politica nella vicenda c'è stata. E a portarla, secondo lui, è stato lo stesso soggetto che aveva predicato di tenerla fuori: il Pdl, «che per primo è intervenuto nel dibattito ed ha così stimolato la presa di posizione dei partiti del centrosinistra, che altrimenti non sarebbero intervenuti nella discussione».
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