Sicurezza
Riabilitazione del linguaggio sul pc
Parte la nuova sperimentazione dell'Asl: si torna a parlare da casa
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GROSSETO. L'Asl 9, dopo il successo della prima fase rivolta ai disturbi dell'attenzione, ha aderito al progetto sperimentale su quelli del linguaggio. È partita dal primo settembre la sperimentazione di un nuovo progetto di studio per la neuroriabilitazione a distanza. Dopo il successo della prima fase - da settembre 2010 a marzo 2011, durante la quale sono strati trattati 14 pazienti con disturbi dell'attenzione - la Neuroriabilitazione in collaborazione con il Dipartimento Cure primarie, avvia una nuova attività rivolta ai disturbi del linguaggio. Destinatari i pazienti adulti, che hanno subito un trauma cranico o presentano esiti di patologie cerebro-vascolari, come l'ictus, e che necessitano quindi di neuroriabilitazione.
Anche in questo caso, basta un computer, un collegamento ad internet e sarà possibile eseguire da casa gli esercizi di riabilitazione neurologica, per tutti quei pazienti che hanno i requisiti e le dotazioni strumentali adatte, grazie ad un software che consente loro di lavorare al proprio domicilio, seguiti per via telematica da un logopedista della Asl 9, direttamente dagli ambulatori del Misericordia. «Rispetto al precedente, questo nuovo progetto, che coinvolge alcune strutture sanitarie e universitarie del Veneto e dell'Umbria - spiega il responsabile della Riabilitazione neurologica della Asl 9, Mauro Mancuso - è rivolto anche a pazienti con esiti di patologie cerebrovascolari, non solo a quelli che hanno subito un trauma cranico.
In particolare, il programma viene applicato ai disturbi del linguaggio che, insieme a quelli dell'attenzione, rappresentano la parte più consistente dei disturbi delle funzioni cognitive, anche per le implicazioni che presentano nella vita di relazione». I risultati della ricerca verranno presentati al prossimo convegno mondiale sulla telemedicina, in programma a Melbourne, in Australia. Il paziente viene visitato in ambulatorio per valutarne l'idoneità ad eseguire questa pratica. Se ci sono le condizioni gli viene fornito un software, in comodato gratuito, con gli esercizi per la riabilitazione, realizzato da un gruppo di ingegneri informatici del San Camillo di Roma.
In orari prestabiliti, il paziente si collega ad internet e, mentre esegue gli esercizi, viene seguito dal logopedista che visualizza sullo schermo del proprio computer ciò che il paziente sta facendo, lo segue su una webcam e interagisce con lui con un collegamento audio. «I vantaggi sono tanti - aggiunge Mancuso - e sono quelli della telemedicina, sulla quale la stessa Regione sta investendo, sulla base delle tendenze della medicina moderna. Intanto, evitare faticosi trasferimenti da casa al Centro di riabilitazione neurologica più vicino, con costi e impegno per il paziente e la famiglia, ma anche ottimizzare il tempo dedicato alla riabilitazione, dal momento che questi pazienti non possono lavorare agli esercizi per più di 15 minuti.
Farlo da casa, piuttosto che in ambulatorio, significa distribuire il tempo dedicato in diverse fasce orarie nell'arco della giornata, aumentando così il rendimento dell'esercizio stesso. In secondo luogo, la teleriabilitazione, superando le barriere logistiche, rappresenta un elemento di equità di accesso alle cure per i pazienti che hanno difficoltà di spostamento o di trasporto, per la distanza dai Centri di riabilitazione».
Anche in questo caso, basta un computer, un collegamento ad internet e sarà possibile eseguire da casa gli esercizi di riabilitazione neurologica, per tutti quei pazienti che hanno i requisiti e le dotazioni strumentali adatte, grazie ad un software che consente loro di lavorare al proprio domicilio, seguiti per via telematica da un logopedista della Asl 9, direttamente dagli ambulatori del Misericordia. «Rispetto al precedente, questo nuovo progetto, che coinvolge alcune strutture sanitarie e universitarie del Veneto e dell'Umbria - spiega il responsabile della Riabilitazione neurologica della Asl 9, Mauro Mancuso - è rivolto anche a pazienti con esiti di patologie cerebrovascolari, non solo a quelli che hanno subito un trauma cranico.
In particolare, il programma viene applicato ai disturbi del linguaggio che, insieme a quelli dell'attenzione, rappresentano la parte più consistente dei disturbi delle funzioni cognitive, anche per le implicazioni che presentano nella vita di relazione». I risultati della ricerca verranno presentati al prossimo convegno mondiale sulla telemedicina, in programma a Melbourne, in Australia. Il paziente viene visitato in ambulatorio per valutarne l'idoneità ad eseguire questa pratica. Se ci sono le condizioni gli viene fornito un software, in comodato gratuito, con gli esercizi per la riabilitazione, realizzato da un gruppo di ingegneri informatici del San Camillo di Roma.
In orari prestabiliti, il paziente si collega ad internet e, mentre esegue gli esercizi, viene seguito dal logopedista che visualizza sullo schermo del proprio computer ciò che il paziente sta facendo, lo segue su una webcam e interagisce con lui con un collegamento audio. «I vantaggi sono tanti - aggiunge Mancuso - e sono quelli della telemedicina, sulla quale la stessa Regione sta investendo, sulla base delle tendenze della medicina moderna. Intanto, evitare faticosi trasferimenti da casa al Centro di riabilitazione neurologica più vicino, con costi e impegno per il paziente e la famiglia, ma anche ottimizzare il tempo dedicato alla riabilitazione, dal momento che questi pazienti non possono lavorare agli esercizi per più di 15 minuti.
Farlo da casa, piuttosto che in ambulatorio, significa distribuire il tempo dedicato in diverse fasce orarie nell'arco della giornata, aumentando così il rendimento dell'esercizio stesso. In secondo luogo, la teleriabilitazione, superando le barriere logistiche, rappresenta un elemento di equità di accesso alle cure per i pazienti che hanno difficoltà di spostamento o di trasporto, per la distanza dai Centri di riabilitazione».
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