Finanza
Asl 9: il direttore generale Mariotti, con una lettera, risponde alle critiche dei revisori dei conti
«Nessuna rettifica, bilancio in pari»
◗
ASL 9. Il direttore generale Fausto MariottiNecessario l'inventario dei beni mobili, gli effetti solo sul 2011
3 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. Il dg dell'Asl 9 Fausto Mariotti non ci sta. Le critiche dei revisori dei conti sul bilancio 2010 che, pur dando parere favorevole all'approvazione, hanno contestato le "rettifiche" contabili per oltre 4 milioni e il pesante saldo negativo fra "fughe" e "attrazioni" di pazienti, non lo convincono affatto. E, con una lettera, ribatte punto su punto ai 4 sindaci. Così come spiegherà nei dettagli come si è arrivati al pareggio domani pomeriggio alle 15, di fronte alla conferenza dei sindaci. In sostanza Mariotti spiega che l'inventario dei beni mobili era necessario ed è utile all'azienda e che, soprattutto, gli effetti si vedranno solo sul bilancio 2011. E che le "fughe" di pazienti sono frutto dell'organizzazione della sanità su scala regionale e su area vasta: se l'azienda avesse tutte le specialità "in casa" spenderebbe assai di più dei quasi 40 milioni di differenziale nel bilancio 2010. Il pareggio. Nella sua lettera Mariotti sottolinea che l'inventario avrà effetti sul bilancio successivo: «La proiezione del conto economico al IV trimestre conteneva una previsione di chiusura a -2,2 milioni di euro, rapportata ad un'assegnazione di fondi regionali pari a 376,207 mln; a tale data erano ancora in corso le elaborazioni relative alla definizione del libro cespiti e non si era a conoscenza del risultato sulle partite straordinarie, tanto che il saldo della cosiddetta "gestione straordinaria" era pari a +1,305 mln (contro un saldo definitivo da bilancio pari a +5,541 mln). E' logica conseguenza quindi che con l'assegnazione definitiva di fondo ordinario, deliberata dalla Regione Toscana in data 26.4.2011 pari a 379,553 mln, l'azienda abbia conseguito un risultato di pareggio. Quindi l'inventariazione straordinaria ha prodotto un impatto positivo, non tanto sul bilancio di esercizio 2010, che avrebbe comunque visto un risultato in pareggio, ma con riferimento alle risorse disponibili per l'esercizio 2011, che di fatto risultano in riduzione per la quota di fondo ordinario di gestione trasferito dalla Regione». Le "fughe". Qui Mariotti sottolinea che l'Asl 9 ha il miglior risultato in Toscana per tasso di ospedalizzazione: «Analizzando nel dettaglio il numero e la tipologia dei ricoveri ovunque effettuati dai nostri residenti, si può vedere come si riducano i ricoveri a basso peso dei residenti presso i presidi ospedalieri della Asl 9 (da 24.380 a 23.496), presso le Asl e regioni limitrofe (Asl 6 di Livorno da 602 a 519, Asl 7 di Siena da 633 a 560, Lazio da 1819 a 1691), mentre aumentano i ricoveri al Meyer (da 389 a 568). Rimangono stabili i ricoveri indirizzati dai nostri professionisti in maniera appropriata verso le aziende ospedaliere Senese, Careggi e Pisana, per prestazioni sostanzialmente erogabili solo in quelle aziende. Quindi le logiche della programmazione ospedaliera regionale siano state ben implementate garantendo ai casi con problematiche sanitarie, riferibili alle specialistiche regionali, percorsi di cura di livello di area vasta e l'accesso ai centri di riferimento regionale». E Mariotti aggiunge che il Piano Sanitario Regionale 2008/2010, tuttora in vigore, parla, per gli ospedali, di superamento del rapporto esclusivo con la comunità del suo territorio e si proietta nella rete d'Area Vasta. «In sostanza l'azienda ha correttamente risposto agli indirizzi di programmazione regionale sviluppando una maggiore risposta ai bisogni di salute dei cittadini nel livello territoriale, accogliendo nel livello ospedaliero le casistiche di ricovero correlate alla missione attribuita ai presidi aziendali dalla stessa programmazione regionale, ed indirizzando le casistiche di alcune specialità, non previste nella nostra azienda dalla programmazione regionale, verso i poli di specializzazione presenti e deputati a rispondere a tale funzione». Quindi i costi sarebbero stati maggiori: «Qualora l'azienda, contrariamente a quanto disposto dalla programmazione regionale, avesse attivato presso le proprie strutture, tutte le specialità necessarie a rispondere "in proprio" ai bisogni dei cittadini, operando così una duplicazione di offerta rispetto a quanto definito dagli organi preposti, con conseguente utilizzo non corretto di risorse pubbliche». (g.f.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
