Attenzione
«Indennità, solo demagogia»
Lorenzo Santorelli
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SENATORE. Franco MugnaiIl senatore Franco Mugnai contesta i tagli agli onorevoli
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GROSSETO. Insieme ad altri senatori, l'avvocato Franco Mugnai nei giorni scorsi era stato il promotore di una raccolta di firme per eliminare dalla manovra la norma che dimezzava l'indennità degli onorevoli. Norma solo per colore che hanno un introito dalla loro professione uguale o superiore al 15% dell'indennità stessa. Dopo la fiducia al Senato, la norma è stata corretta al ribasso con riduzioni che dal 50% originario sono scese al 20% o 40% a seconda del reddito. Soddisfatto onorevole Mugnai? «E' una questione di principio, non di carattere economico. Se occorrono sacrifici allora li devono fare tutti, non solo una parte dei parlamentari. Oltretutto indipendentemente da quanto lavorano». In tempi di lacrime e sangue, abbarbicarsi alla difesa del principio "se non tutti allora nessuno", non le sembra che risulti difficilmente comprensibile dai cittadini? «La nostra è una Repubblica fondata sul lavoro, è possibile che gli onorevoli che lavorano abbiano un trattamento peggiore rispetto ad esempio agli ereditieri o ai funzionari dei partiti, quelli sì che costituiscono la vera casta. Forse è meglio un parlamento in stile sovietico?». Lei aveva presentato un emendamento, che è stato respinto, per correlare l'indennità al tasso di partecipazione ai lavori delle assemblee, delle giunte, e delle commissioni. «Le competenze servono, è meglio che in Parlamento siedano avvocati o ingegneri rispetto ai nullafacenti. L'indennità deve essere collegata alle presenze ed alle funzioni, quanto guadagno e cosa faccio altrove riguarda solo me». Un principio giustissimo ma, le ripeto, i tempi sono quelli che sono... «La demagogia fa male al paese e se si continuano a dissacrare le istituzioni si alimenta solo l'antipolitica. Non ho più un buon rapporto con stampa e giornalisti da quando in tanti hanno scritto del cosiddetto processo lunghissimo senza averlo nemmeno letto». Modifiche apportate in sede di conversione al decreto legge n.138 del 13 agosto 2011, articolo 13, comma 2, lettera a. "Ai parlamentari che svolgono qualsiasi attività lavorativa per la quale sia percepito un reddito uguale o superiore al 15 per cento dell'indennità parlamentare la riduzione dell'indennità si applica in misura del 20 per cento per la parte eccedente i 90.000 euro e fino a 150.000 euro, in misura del 40 per cento per la parte eccedente i 150.000 euro". Non è vero quanto le ho chiesto? «Stiamo parlando della tutela di un principio costituzionale, è una questione di rispetto e non esistono parlamentari di serie b». Ma.. «Guardi, sto parlando davanti a quattro persone testimoni. La autorizzo a scrivere solo quello che le ho detto». Va bene senatore, un'ultima battuta. Qual è il suo reddito annuo da parlamentare? «Se lavorassi sette giorni su sette da avvocato, sicuramente guadagnerei di più».
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