Il dolore
Crematorio possibile se aumentano le salme
Fra.Go.
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IL FORNO. A Grosseto diversi i progetti presentati negli anni mancano però i numeri per realizzare limpianto crematorio Il Comune ci pensa: l'impianto sarebbe realizzato dai privati
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GROSSETO. Un progetto per la realizzazione del forno crematorio era già stato pensato dalla Socrem. Ma i numeri, allora, non c'erano. I grossetani però sempre più spesso scelgono la cremazione. Su 1.200 morti in media ogni anno, almeno 400-450 decide di tornare cenere. E di essere disperso, oppure tumulato in un colombario. Ma per la cremazione, i maremmani sono costretti a fare chilometri durante il loro ultimo viaggio. L'impianto più vicino, e quello utilizzato è il crematorio del cimitero dei Lupi a Livorno. Il dibattito, in città, è aperto. Basterebbe aumentare, anche solo raddoppiare il numero di salme da cremare in un anno per rendere economica un'opera che comunque ha costi abbastanza elevati. Costi che si aggirano sui due milioni di euro in media. «Ci abbiamo pensato tante volte - dice il sindaco Emilio Bonifazi - ma anche se poi l'impianto potrebbe essere gestito e finanziato dai privati, i numeri hanno sempre rappresentato un ostacolo». I numeri, sono le salme da cremare per rendere economico un impianto del genere. Un impianto che comunque potrebbe far risparmiare i grossetani che a fine vita decidono di farsi cremare. Perché montare su un carro funebre, farsi portare a Livorno percorrendo circa 140 chilometri all'andata e altrettanti al ritorno e farsi cremare in quell'impianto, costa. «Un'altra idea per finanziare l'opera potrebbe essere anche quella della partecipazione diretta dei cittadini - aggiunge Bonifazi - Ad esempio, ci decide di farsi cremare potrebbe sottoscrivere una quota in vita. Il fatto è che quando sono stati presentati i progetti è sempre mancato un piano economico finanziario che li sostenesse. Senza di quello, un impianto del genere non potrà mai essere realizzato». C'è la questione aperta del crematorio, ci sono però anche i lavori da realizzare in tutti i cimiteri. E ci sono tante idee. Come quella che l'assessore ai Lavori pubblici Giuseppe Monaci ha pensato per il camposanto di Montepescali, dove il carro funebre fa fatica a fare manovra sulla strada verso l'ultimo viaggio. «Realizzeremo delle zone di scambio tra veicoli - spiega- perché spesso raggiungere il cimitero è impossibile». Poi ci sono le richieste (poche a dir la verità) delle comunità straniere. Quasi tutti gli islamici di Grosseto scelgono di tornare in patria dopo la morte, ma se un musulmano volesse farsi inumare al camposanto di grosseto, incontrerebbe qualche difficoltà. «Questi però sono problemi che non ci sono stati sottoposti - dice Bonifazi - perché fino ad oggi i musulmani sono sempre tornati nei loro paesi dopo la morte. Certo è che, nel caso del crematorio, una riflessione seria va fatta. Perché i cimiteri non possono continuare a crescere e ad essere ampliati». Il ragionamento è semplice: basterebbe aumentare il bacino d'utenza, facendo arrivare le salme, ad esempio, anche dal viterbese o da Siena.
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