Sicurezza
Se Equitalia sbaglia indirizzo
Elisabetta Giorgi
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PROVINCIA. La sede di palazzo Aldobrandeschi a Grosseto Un cittadino ha ricevuto una cartella esattoriale destinata alla Provincia
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GROSSETO. Occhio all'indirizzario di Equitalia. Può anche essere sbagliato, e può capitare di ricevere una cartella esattoriale al posto di un altro. Come in questo caso: era destinata alla Provincia. E invece è arrivata a una grossetana che ha ricevuto e firmato in buona fede (ma "nelle veci" di palazzo Aldobrandeschi) la richiesta di pagamento di una sanzione stradale. Con tutte le implicazioni del caso, per cui utenti ignari e pubbliche amministrazioni possono anche trovarsi da un momento all'altro un ufficiale giudiziario intorno, per colpa di un pasticcio di notifica: una cartella esattoriale finita nella scrivania sbagliata. Dai propri uffici di via Gorizia a Grosseto, Equitalia Gerit spa (che recentemente ha modificato la dicitura in Equitalia centro) l'ha spedita a casa di una signora che abita alle porte del capoluogo, e invece doveva mandarla in piazza Duomo. Palazzo Aldobrandeschi aveva preso una multa nel 2009 e il debito era stato iscritto a ruolo. Il grossolano errore (forse dovuto non a uno ma a più errori di "comunicazione", e non solo dell'ente di riscossione ma anche del servizio postale, della donna che ha firmato in buona fede, di chi ha accertato la violazione stradale o degli uffici dell'anagrafe tributaria) è capitato a Grosseto pochi giorni fa, quando la signora ha sentito suonare alla porta. Il postino della Tnt le recapita una richiesta di pagamento; la busta proviene da Equitalia Gerit spa, sede di Grosseto. La donna firma il documento che gli viene portato dal postino e solo dopo si accorge di aver firmato erroneamente una missiva non sua. Sulla busta, difatti, è riportato sì il proprio indirizzo di casa, ma lo spazio superiore e riservato al destinatario è riempito dalla voce "Spettabile amministrazione provinciale". Dunque o è sbagliato l'indirizzo e il destinatario è corretto, o è sbagliato il destinatario e l'indirizzo è giusto. La donna si accorge dell'errore aprendo la busta, dove compare una cartella esattoriale destinata alla Provincia di Grosseto, che nell'ottobre 2009 era stata pizzicata dalla Polstrada di Livorno e aveva preso una multa di 387,22 euro. Multa non pagata e quindi la pratica è stata trasmessa a Equitalia per la riscossione; il tutto iscritto a ruolo nel maggio 2011. Passato altro tempo senza aver saldato, parte la cartella esattoriale con ingiunzione di pagamento di un bollettino (411,11 euro). La signora firma in buona fede salvo poi accorgersi che il documento non è suo. L'errore - con tutta evidenza - è annidato sia sulla busta (dov'è riportato un indirizzo diverso da quello corretto) che nella consegna del plico affidata a un impiegato della società postale privata, il quale non si è accorto di come - all'indirizzo in questione - non si erga palazzo Aldobrandeschi (sede della Provincia di Grosseto) ma semplicemente una casa. A quel punto, dice la cittadina, «ho voluto avvisare Equitalia dell'errore, temendo che la mia firma di notifica creasse qualche problema a me che avevo firmato, o anche alla Provincia stessa che avrebbe potuto trovarsi un ufficiale giudiziario nei suoi uffici senza aver mai saputo di aver ricevuto la cartella esattoriale». Ma a quel punto parte un'altra trafila, stavolta telefonica. Su internet, infatti, la signora trova i numeri di Equitalia Gerit: numero fisso e numero verde. E compone l'uno e l'altro, sperando di trovare un operatore a cui riferire l'errore di notifica. Ai due numeri è praticamente impossibile parlare con un operatore. La signora sta per almeno venti minuti in attesa: all'altro capo è una voce registrata che ripete costantemente tutti gli sportelli presenti in Maremma e quale interno comporre. Ma è una registrazione ripetitiva e meccanico, senza esito. Alla fine, solo un operatore risponderà a un numero verde, ma indirizzando a un altro numero verde a Roma, dove un'altra operatrice rimbalzerà la palla di nuovo all'altro numero. E nessuna risposta certa sull'errore da chiarire. Insomma, dagli uffici nessuna risposta certa e un bel po' di tempo sprecato a rincorrere risposte. Alla fine le strade aperte sono due: riportare la busta alla Provincia oppure a Equitalia. Pagare una raccomandata, perdere altro tempo in interminabili code telefoniche. «E una pazienza infinita a puntare gli occhi su quel che firmiamo».
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