Il Tirreno

Grosseto

Per l'Asl un altro bilancio in pari

Guido Fiorini
Per l'Asl un altro bilancio in pari

Ma il collegio dei revisori avverte: «Ancora non c'è riduzione dei costi»

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Per il secondo anno consecutivo l'Asl 9 chiude il bilancio in pareggio. Così era stato nel 2009 (-148 euro), così è sostanzialmente anche nel 2010 (-478 euro).

Ma, come l'anno scorso, anche quest'anno il collegio dei revisori, che comunque ha dato parere favorevole all'approvazione, sottolinea che la parità non è stata raggiunta per la razionalizzazione della spesa (i costi sono aumentati).

È stata raggiunta, invece, per l'"eccezionale crescita di proventi e oneri straordinari", cioè con manovre contabili che esulano dalla gestione ordinaria dell'azienda. Senza questo "artificio contabile" la perdita sarebbe stata di circa 5 milioni di euro, qualcosa meno che nel 2008, quando furono sei.

Fra l'altro continuano a pesare (vedi altro articolo, ndr) le "fughe" dei pazienti verso le altre aziende sanitarie, che costano quasi 40 milioni di euro all'Asl 9. La conferenza dei sindaci. Il bilancio è da qualche giorno sul tavolo dei 28 sindaci della Maremma.

Lunedì pomeriggio (alle 15) nella sala del consiglio comunale la conferenza dei primi cittadini, sentita la relazione dl direttore generale, sarà chiamata ad approvarlo.

E Fausto Mariotti, che da qualche settimana ha comunque incassato il lusinghiero riconoscimento del Mes come miglior Asl della Toscana (giudizio che dipende da oltre 240 indicatori e non solo dal bilancio) e che è riuscito a diminuire ulteriormente il "tasso di ospedalizzazione", nella sua esposizione spiegherà nei dettagli cosa l'azienda sta facendo per razionalizzare i costi senza tagliare i servizi.

Più difficile sarà farlo l'anno prossimo, vista la riduzione dei trasferimenti dalla Regione in questo 2011, mentre nel 2012, quando si prevede un ulteriore taglio fra i 15 e i 20 milioni di euro, forse sarà necessario anche eliminare qualcosa. 434 milioni. Il bilancio dell'Asl 9 del 2010 si chiude in pareggio a circa 434 milioni di euro.

Ma i sindaci revisori (Alessandro Andrei, presidente, Gianluca Ancarani e Clemente Fiorilli membri di nomina regionale e Ilaria D'Andrea per il ministero dell'Economia) contestano all'azienda che il "positivo risultato di bilancio non è ancora del tutto collegabile alla riorganizzazione dell'azienda e alla razionalizzazione della spesa", quanto piuttosto all'"eccezionale crescita dei proventi ed oneri straordinari".

Andando a guardare da vicino il conto economico dell'Asl del 2010 e confrontandolo con il 2009 si vede che il "valore della produzione", rappresentato quasi totalmente dai trasferimenti della Regione, vede alla voce contributi un aumento di quasi sei milioni di euro (da 394.855.606 a 400.799.922).

Allo stesso tempo, però, si registra un aumento della spesa di oltre 5 milioni di euro (da 421,5 milioni a 426,6), in gran parte dovuta all'aumento del costo del personale.

Le rettifiche. Ed ecco che nella parte straordinaria del bilancio compaiono quei 5,5 milioni alla voce "insussistenze del passivo" che hanno permesso il pareggio. In sostanza l'Asl ha rifatto l'inventario del patrimonio aziendale, in particolare delle immobilizzazioni materiali (dagli arredi alle attrezzature) facendo un'accurata rilevazione fisica di tutti i beni per creare un archivio elettronico.

La ricognizione fisica di tutti questi beni, con tanto di apposizione di targhetta, ha consentito di fare una comparazione con quanto riportato in contabilità, sia per il costo storico, sia per l'ammortamento.

Sono emerse forti differenze e questo ha consentito di portare in bilancio "proventi e oneri straordinari" per circa 4,2 milioni di euro che sono andati a formare le "sopravvenienze attive". Ma è chiaro, fanno capire i revisori, che rivalutare il patrimonio mobiliare è operazione che si fa "una tantum" e non rientra nella gestione annuale.

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