Il Tirreno

Grosseto

Mare Sì, primo round al Comune

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VILLAGGIO L’ingresso del Mare Sì

Il Tar nega la sospensiva dell'ordinanza chiesta dalla cooperativa

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 FOLLONICA. Prima vittoria per il Comune sulla cooperativa Mare Sì. Il Tar nega la sospensiva all'ordinanza comunale dove si obbligava la proprietà a sospendere la lottizzazione abusiva, ma con ogni probabilità adesso tutto il faldone dei documento passerà al vaglio del Consiglio di Stato. Sembra una storia già raccontata, quella della struttura turistica Mare Sì.  Una vicenda pressoché identica infatti è quella che ha riguardato il Veliero, camping finito sotto l'occhio delle verifiche sempre per le stesse motivazioni. In pratica quello che l'amministrazione ha da sempre sostenuto è che i soci di quei villaggi utilizzassero quegli alloggi come seconde case, sottraendole all'attività turistica, e quindi compiendo un illecito nei confronti delle norme che regolamentano tali strutture.  Chi ha acquistato una quota di quel bene non ha comprato la casa al mare, ma un intero villaggio con delle regole precise. Questa la versione dell'amministrazione comunale che dopo aver fatto delle verifiche ha intimato alle cooperative proprietarie di ripristinare 'la legalità' altrimenti quei beni sarebbero diventati parte del patrimonio comunale.  Bene se per il Veliero il Tar bocciò la richiesta di sospensiva dell'ordinanza di immissione nei beni comunali, oggi lo stesso tribunale ha negato la stessa formula al Mare Sì riguardo all'atto con il quale l'amministrazione intimava la sospensione della lottizzazione abusiva «per essere il villaggio turistico stato trasformato in un sostanziale condominio di seconde case», dice il sindaco Eleonora Baldi all'indomani di quella sentenza. «Nella motivazione si legge: "l'accertata assegnazione di villette ai soci, con sottrazione di un rilevante numero delle stesse alla necessaria offerta al pubblico, sembra giustificare il contestato provvedimento". Quanto affermato dal Tar - continua il sindaco - sta a significare che l'amministrazione ha correttamente operato e che l'iter amministrativo non è stato deviato da 'consigli' sbagliati come il Pdl ha recentemente ipotizzato. Resta confermata la legittimità e la correttezza della linea politica seguita dall'amministrazione per il ripristino della legalità. La conseguenza della decisione del Tar è che qualora la cooperativa proprietaria del villaggio non si faccia parte attiva per ripristinarne l'uso turistico entro la scadenza del termine di 90 giorni dalla notifica dell'ordinanza, dovrà essere applicata la sanzione dell'acquisizione dello stesso villaggio al patrimonio comunale. Ad oggi nessuna proposta in ordine alle modalità del ripristino è stata fatta pervenire dalla Cooperativa al Comune».  Quello che viene da chiedersi unendo le due vicende Veliero e Mare Sì è se non sia oggi troppo presto per esprimersi in questi termini, visto che il Consiglio di Stato per il primo villaggio ha ribaltato la sentenza del Tar. In più le voci che corrono sono quelle che tali illeciti cartolari sono già stati tolti dagli atti dalla proprietà del Mare Sì e che quei documenti siano stati portati in Comune, nonostante il sindaco dichiari che non ci siano state proposte in tal senso.

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