Gioco
Travolta e uccisa da unauto in via della Repubblica
I parenti ricordano nonna Vilia «Una donna piena d'energia»
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LINCIDENTE Avvenuto domenica in via della Repubblica 2 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. «La signora Vilia Simonetti, più nota a Grosseto come Vilia Casini, era la madre amorevole dell'architetto Fabrizio Casini e moglie devota di Arturo Casini, conosciutissimo in città perché una delle pietre miliari delle Poste». Cominicia così il ritratto che i familiari hanno affidato a una lettera per ricordare la donna di 73 anni morta domenica sera in via della Repubblica dopo essere stata investita da un ventenne al volante di un'utilitaria ora indagato per omicidio colposo. «In gioventù - aggiungono - aveva cercato di contribuire al menàge familiare eseguendo lavori di sartoria consentendo così al figlio di portare a termine gli studi universitari. Attualmente, a dispetto della sua età e godendo di un'ottima salute, continuava ad essere una donna piena di interessi, energica e vitale, insostituibile punto di riferimento per il marito (erano legatissimi e l'anno prossimo avrebbero festeggiato i cinquant'anni di matrimonio) e gli altri familiari». Nonna Vilia era legatissima al nipotino Dario: «Era fondamentale nella sua crescita e nella sua educazione: era lei che nel periodo scolastico si preoccupava di andarlo a prendere all'uscita per condurlo al parco giochi o in piscina; era sempre Vilia che fino a qualche giorno fa lo aveva portato al mare». Essendo disponibile ed altruista, era attiva anche nel volontariato: in particolare aveva preso a cuore l'assistenza di una casa famiglia che ospita ragazze madri in difficoltà. «Era una donna piena di vita, solare e positiva. Una donna buona: mai una parola di troppo. Mai una parola cattiva. Sempre col sorriso. Sempre pronta ad accorrere quando c'era bisogno di lei. Senza che nessuno le chiedesse niente. Una donna che aveva saputo cogliere il vero senso della vita, il valore di ogni singola cosa: l'importanza di una carezza, di un abbraccio, di una parola cara detta semplicemente». È per questo che la sua prematura scomparsa ha lasciato un profondo senso di sgomento e di vuoto in tutti coloro che l'amavano e che si sono voluti stringere intorno ai familiari, hanno gremito la chiesa durante i funerali. Adesso che rimane di lei?, si domandano. «Un marito che non ha più la compagna della sua vita - rispondono - Un figlio ed una nuora che la piangono inconsolabili. Un bambino di sette anni che aspetta una nonna che non tornerà più. Un profondo senso di smarrimento e di vuoto in tutti noi, che possiamo solo continuare a vivere nel suo ricordo. Ma dentro ciascuno è rimasto molto, molto di più. Il suo amore».
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