Il Tirreno

Grosseto

«A rischio la qualità delle uve»

<b>UVA.</b> Un vigneto sul Monte Amiata
◗
UVA. Un vigneto sul Monte Amiata

Il professor Scalabrelli: danni dall'insolazione

3 MINUTI DI LETTURA





 MONTE AMIATA. "Colpi di sole" per le viti dell'Amiata. Un esperto, il professor Giancarlo Scalabrelli docente all'Università di Pisa al dipartimento di Coltivazione e difesa delle specie legnose, lancia l'allarme, dà delle spiegazioni e invita nel futuro a una nuova programmazione dei vigneti per evitare rischi di perdite secche di uva. Ma con l'amara considerazione che oggi la ricerca non interessa più nessuno: «Sembrava una annata coi fiocchi - spiega il docente - una pioggia ristoratrice alla fine di luglio aveva fatto ben sperare. Una buona scorta d'acqua che faceva immaginare i grappoli al riparo da stress. Purtroppo le cose non sono andate così, perché gli elevati livelli di insolazione e le alte temperature hanno determinato il collasso degli acini, con danni che vanno dalle scottature al rapido appassimento. I danni hanno interessato maggiormente i grappoli mentre in altri casi hanno riguardato anche le foglie. Si è trattato di un processo veloce e irreversibile che ha portato a elevate concentrazioni di zuccheri e di acidi e infine a un gusto di cotto (come quello di marmellata bruciata) che rischia di compromettere gran parte della nuova vendemmia».  Insomma una "scottatura" vera e propria. Un danno enorme, le cui analisi con relativi provvedimenti non «possono essere fatti a tavolino». «Ci si interroga sulle cause dell'incidenza di queste condizioni di stress e della così rapida evoluzione del processo - prosegue Scalabrelli - contro il quale non hanno sortito effetti positivi neanche gli interventi irrigui di soccorso. La vite ha evidentemente un comportamento particolare, non sempre prevedibile. Occorre quindi scendere in campo, nei vigneti, per capire come stanno le cose. Non si può neppure affermare in maniera perentoria che quest'anno non si faranno buoni vini, poiché a ferragosto l'annata poteva essere giudicata ottima. Certo è che in molti casi la qualità è a rischio, a causa della maturazione troppo rapida, dello squilibrio dei componenti e per la perdita di prodotto dovuto all'appassimento degli acini. Inoltre vanno considerate le ingenti spese per selezione delle uve da destinare alla vinificazione e l'impossibilità di utilizzare le vendemmiatrici, a meno di possedere costose macchine per la separazione degli acini appassiti. Ci sono possibilità di soluzione? Ovviamente ci sono interventi e misure e apprestamenti oculati da attuare a breve termine. Più difficile è immaginare cosa si dovrà fare per il futuro, invece, per evitare il ripetersi si situazioni imprevedibili. Credo sia opportuno ripensare la programmazione del vigneto, perché tutto ciò che si riteneva valido deve essere rimesso in discussione. In particolare, la scelta dei suoli, gli aspetti della vigoria, i sistemi di allevamento, la gestione della chioma, il carico produttivo e soprattutto il saper guidare la pianta in funzione della risposta all'ambiente diventano aspetti basilari. Tutto ciò lascia pensare a un nuovo tipo di consulente, con le conoscenze del ricercatore, ma che accetti di andare in campo a verificare di persona. Questo segnerà la fine dei consulenti telefonici e dei copiatori di soluzioni».  «Ma - conclude amaramente Scalabrelli - dopo anni di lavoro all'Università siamo giunti alla conclusione che la "Ricerca" non interessa più a nessuno e allora non rimane allora che mettere la nostra competenza a disposizione degli altri. Se la terra chiama anch'io sarò pronto a rispondere». (f.b.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa