La manifestazione
DIETRO LE QUINTE
Tra riti e cerimoniali, così si propizia la sorte
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CASTEL DEL PIANO. Le quattro contrade che corrono il palio dell'8, per conquistare il cencio, chiedono ogni anno alla sorte un pizzico di aiuto. Cosicché oltre al cavallo, al fantino e agli accordi di contrada ripetono riti e cerimoniali scaramantici invocando la buona sorte. Come quello di indossare gli stessi abiti della volta in cui fu vinto l'ultimo palio o non mettere il fazzoletto coi colori contradaioli al collo, come fanno alcuni del Poggio. Si arriva addirittura a non andare alla cena di contrada o non assistere al palio per tenere lontane le malie degli avversari, come accade a qualche contradaiolo del Monumento. Ma c'è chi da anni ha cerimoniali collettivi collaudati, come le Storte: i bianco neri, la sera della vigilia, dopo la cena in contrada bruciano davanti alla sede una scopa per proseguire la tradizione, iniziata nel 1990, da nonna Stella, contradaiola bianco nera ritenuta da tutti una maga potente. E anche il Borgo possiede i suoi momenti speciali. Alla cena del 7 sono comparsi due turisti austriaci che due anni fa a Casteldelpiano avevano partecipato alla vittoria del Borgo 2009. Non appena si sono ripresentati, «non vi muovete di costì - ha detto loro l'ex capitano Roberto Corsini - Fatevi toccare, che due anni fa ci portaste bene». Gli hanno fatto toccare il fantino ed è stata più di una benedizione.
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