Il dolore
Quattro anni e 6 mesi al pendolare della droga
Fra.Go.
Da Napoli organizzava viaggi per rifornire cocaina e hashish
3 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. Aveva buoni contatti in città che gli permettevano di piazzare droga. La cocaina, in gergo veniva chiamata "bianco", l'hashish invece era il "marrone". E per rifornire due grossetani di sostanze stupefacenti, organizzava viaggia tra l'hinterland napoletano e la città di Canapone. Bastava una telefonata. Ne sono intercorse diverse, tutte intercettate, che hanno portato prima all'arresto di Zoran Sokolovic, 36 anni di Belgrado che vive a Castel Volturno, poi alla sua condanna a 4 anni e sei mesi di carcere e al pagamento di una multa di 20mila euro. Tutto è cominciato lo scorso maggio, quando i carabinieri napoletani lo hanno fermato dopo un rocambolesco inseguimento. Il trentaseienne aveva appena consegnato della droga al grossetano, che questa volta aveva deciso di andarla a prendere direttamente a Secondigliano. I carabinieri lo hanno inseguito, ma quando l'uomo si è reso conto di essere braccato, ha gettato un involucro dal finestrino dell'auto e ha cercato di speronare l'auto dei militari. L'inseguimento, però, è finito con la cattura di Sokolovic, che era alla guida della sua auto con una patente contraffatta. Aveva da poco chiamato la moglie, per rassicurarla sul guadagno della giornata: 450 euro. In tasca, i militari ne hanno trovati 170. Il resto dei contanti era servita per acquistare altro supefacente: "muschio per il presepe", ovvero marijuana, nel linguaggio in codice dell'uomo. Un filo, fatto di cocaina, eroina e hashish ha legato, per mesi, l'hinterland napoletano a Grosseto. Il trentaseienne parlava tranquillamente al telefono con le persone che in città dovevano piazzare la droga. Organizzava i rifornimenti e i viaggi, contrattava prezzi e dava disponibilità. Rassicurando le sue vedette per quegli spostamenti tra Secondigliano e la Maremma. Disponibilità immediata: «Devo portare mia madre a Roma, ce la faccio ad arrivare in giornata». Poi altre telefonate. Quelle con i due grossetani, per capire se avessero trovato già chi era interessato a comprare cocaina e hashish da loro, e al suo fornitore, per sapere quanta sostanza stupefacente era disponibile. Da Grosseto, i carabinieri hanno fatto la staffetta per seguire i suoi spostamenti: a Castel Volturno, poi a Secondigliano, dove ad aspettarlo c'era appunto un altro uomo che aveva ordinato una quantità di droga. Poi a Carinaro, dove i militari hanno deciso di fermarlo. È lì che Sokolovic ha deciso di far perdere le sue tracce, gettando droga dal finestrino che i carabinieri non sono riusciti a recuperare. Un gruppo di ragazzini era al lato della strada. sono stati veloci come fulmini: hanno raccolto la droga e se la sono data a gambe appena visti arrivare i carabinieri. Alla fine però, sono riusciti a mettergli le manette ai polsi. Il giudice Valeria Montesarchio, durante il processo con rito abbreviato, ha condannato l'uomo a 4 anni e sei mesi di carcere oltre a ventimila euro di multa.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
