Il dolore
Le Formiche nel mare di nessuno
Elisabetta Giorgi
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ISOLE FORMICHE. Uno scorcio degli isolotti grossetani, e a destra la comandante della Capitaneria di Porto Santo Stefano, Giorgia CapozzellaPer le isole dell'arcipelago un caos normativo: sono costa o scoglio?
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FORMICHE. L'ultimo groviglio della burocrazia maremmana si annida nel cuore dell'arcipelago toscano: alle isole Formiche, spettacolare agglomerato di tre isolotti disposti in fila uno dietro l'altro, sul più grande del quale si trova un faro, davanti alla costa del parco dell'Uccellina. Ma a parte le meraviglie naturalistiche baciate da coordinate geografiche speciali, sotto un profilo legislativo le Formiche navigano ancora nel limbo. È ancora incerta l'interpretazione normativa per la quale i tre angoli rocciosi siano da considerarsi "costa" o "scoglio": aspetto di non poco conto perché da qui dipendono le regole che i naviganti devono seguire per tuffarsi o meno nelle acque cristalline. Se sono "scogli" - infatti - serve una dotazione precisa, se sono costa ne serve un'altra.
Come si sono comportate le autorità marittime finora? La faccenda, da sempre fumosa, è sempre stata regolata da criteri improntati al buonsenso che hanno privilegiato una lettura come "costa", ma oggi la Capitaneria di Porto (ufficio circondariale marittimo di Porto santo Stefano), dopo aver messo mano alle carte tra cui il Portolano edito dall'istituto geografico della Marina militare dov'è riportato per le Formiche la dicitura di "scogli", spiega che la prospettiva potrebbe essere rovesciata, ovvero virare verso gli "scogli". Con tutte le implicazioni del caso, «ma nella consapevolezza che la faccenda è sempre fluida e sotto esame e che ci muoveremo comunque con criteri legati al buonsenso», precisa la comandante Giorgia Capozzella. Il problema principale - dice lei - è che nella normativa in vigore «non esiste una definizione specifica del termine costa».
Essendo lo scopo della normativa la sicurezza della navigazione e la salvaguardia della vita umana in mare, «si deve ritenere che vada considerata come costa non qualsiasi scoglio affiorante nel mare, ma un luogo che possa fornire un adeguato riparo». E non pare questo il caso. «Le Formiche di Grosseto vengono indicate nel portolano come "scogli" e gli sbarcatoi esistenti sulla Formica Grande sono agibili solo con calma di mare». Anche in base a questa lettura - dice la comandante - le Formiche potrebbero dunque essere considerate scoglio e far scattare la normativa prevista per la navigazione oltre le 6 miglia (le Formiche sono a 7,5 miglia dalla costa peninsulare), «che in base al Codice della nautica da diporto prevede alcune cose precise: l'obbligo di patente nautica, una zattera costiera, un Vhf, una bussola e cinture di salvataggio con caratteristiche diverse da quelle utilizzate per la navigazione entro le 6 miglia.
Le imbarcazioni senza marcatura Ce non potranno arrivare alle Formiche a meno che non abbiano una dichiarazione di conformità». La situazione ion opgni modo è fluida e non sono ancora state dettate regole chiare. Intanto, proprio per fornire un'interpretazione uniforme, la Capitaneria sta interessando gli organi superiori (la Capitaneria di porto di Livorno e il ministero) per un parere. «Aspettiamo di sentire come la pensano. La situazione è allo studio per capire meglio come muoverci». Al dunque sarà fatta un'opera di informazione capillare. «Speriamo di arrivare a regole certe per l'anno prossimo. E sia chiaro: non abbiamo alcun intento vessatorio nei confronti dei naviganti: ci interessa solo la sicurezza». Intanto chi va al mare alle Formiche è avvisato. Per non prendersi le multe meglio glio munirsi di patente e zattera.
Come si sono comportate le autorità marittime finora? La faccenda, da sempre fumosa, è sempre stata regolata da criteri improntati al buonsenso che hanno privilegiato una lettura come "costa", ma oggi la Capitaneria di Porto (ufficio circondariale marittimo di Porto santo Stefano), dopo aver messo mano alle carte tra cui il Portolano edito dall'istituto geografico della Marina militare dov'è riportato per le Formiche la dicitura di "scogli", spiega che la prospettiva potrebbe essere rovesciata, ovvero virare verso gli "scogli". Con tutte le implicazioni del caso, «ma nella consapevolezza che la faccenda è sempre fluida e sotto esame e che ci muoveremo comunque con criteri legati al buonsenso», precisa la comandante Giorgia Capozzella. Il problema principale - dice lei - è che nella normativa in vigore «non esiste una definizione specifica del termine costa».
Essendo lo scopo della normativa la sicurezza della navigazione e la salvaguardia della vita umana in mare, «si deve ritenere che vada considerata come costa non qualsiasi scoglio affiorante nel mare, ma un luogo che possa fornire un adeguato riparo». E non pare questo il caso. «Le Formiche di Grosseto vengono indicate nel portolano come "scogli" e gli sbarcatoi esistenti sulla Formica Grande sono agibili solo con calma di mare». Anche in base a questa lettura - dice la comandante - le Formiche potrebbero dunque essere considerate scoglio e far scattare la normativa prevista per la navigazione oltre le 6 miglia (le Formiche sono a 7,5 miglia dalla costa peninsulare), «che in base al Codice della nautica da diporto prevede alcune cose precise: l'obbligo di patente nautica, una zattera costiera, un Vhf, una bussola e cinture di salvataggio con caratteristiche diverse da quelle utilizzate per la navigazione entro le 6 miglia.
Le imbarcazioni senza marcatura Ce non potranno arrivare alle Formiche a meno che non abbiano una dichiarazione di conformità». La situazione ion opgni modo è fluida e non sono ancora state dettate regole chiare. Intanto, proprio per fornire un'interpretazione uniforme, la Capitaneria sta interessando gli organi superiori (la Capitaneria di porto di Livorno e il ministero) per un parere. «Aspettiamo di sentire come la pensano. La situazione è allo studio per capire meglio come muoverci». Al dunque sarà fatta un'opera di informazione capillare. «Speriamo di arrivare a regole certe per l'anno prossimo. E sia chiaro: non abbiamo alcun intento vessatorio nei confronti dei naviganti: ci interessa solo la sicurezza». Intanto chi va al mare alle Formiche è avvisato. Per non prendersi le multe meglio glio munirsi di patente e zattera.
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