Il Tirreno

Grosseto

«Il nostro è un canile modello»

Maurizio Bernardini
<b>CANILE.</b> Gianni Galli
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CANILE. Gianni Galli

San Martino, i proprietari all'attacco: critiche senza fondamento

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 GROSSETO. «Informatevi prima d'aprir bocca»: questa la secca risposta di Gianni Galli, presidente del canile sociale di San Martino, alle critiche piovute nelle ultime settimane dalla Lav grossetana che aveva espresso alcune velate perplessità sulla bontà della struttura. Un centro privato, quello di San Martino, ristrutturato a norma di legge da appena due anni che ospita cinquecento cani, per la stragrande maggioranza da caccia, divisi in trecentonovanta box. L'intervento di riqualificazione, costato oltre 473 mila euro, è stato completamente finanziato dai centonovanta iscritti all'associazione che gestisce il canile. Nessun intervento pubblico dunque, niente contributi. Anche il terreno sul quale è nato l'impianto, tengono a precisare, è stato offerto dall'amministrazione Antichi in concessione trentennale, ma i soci hanno pagato di tasca propria le spese per registrare l'atto. Anche per questo ritengono incredibili le critiche riguardanti la struttura che, da alcune settimane, stanno circolando.  «Teniamo in modo particolare al centro - afferma il presidente Gianni Galli - e lo curiamo nel giusto rispetto delle normative vigenti in materia. La nostra associazione si è infatti data un regolamento interno, dedicato alla tutela degli animali, sin dal 2001. Anche per questo credo siano incredibili le voci, alcune provenienti dai vertici degli enti animalisti locali, che ci accostano alla triste vicenda del canile di Pratini. Dico solo che prima d'aprir bocca sarebbe bene documentarsi in modo da evitare figuracce». Chiaro il riferimento alle parole di Giacomo Bottinelli, presidente Lav Grosseto che si domandava il perchè fossero state tagliate le piante che producevano ombra attorno alle gabbie. E' proprio Galli a fugare ogni sospetto: «le piante sono state tolte per vari motivi sia di natura pratica, davano infatti fastidio nell'esecuzione dei lavori per il rifacimento della recinzione perimetrale, sia per salvaguardare la salute degli animali visto che con il tempo erano divenute focolai di zanzare, moscerini e pappataci».  Nulla da nascondere dunque, ma solo problemi di natura logistica e scelte dettate dal buon senso quelle portate avanti dai responsabili del centro alle porte di Grosseto che tengono ad evidenziare come gli animali presenti nella struttura godano di un trattamento di tutto rispetto: «Il canile - puntualizzano - è dotato di tutti i servizi necessari alla buona vivibilità, con acqua sorgiva, pozzi di raccolta liquami e pompe di sollevamento per il riversamento di questi nella rete fognaria comunale. Il nostro statuto inoltre prevede che i cani vengano accuditi dai proprietari almeno una volta al giorno così come, sempre quotidiana, è la passeggiata».

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