Il dolore
Grosseto a quota 82mila abitanti
Enrico Pizzi
La crescita è costante: decisivi gli immigrati, ma non le nascite
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GROSSETO. Cresce la popolazione del Comune di Grosseto e sfiora, alla fine del 2010, gli 82mila abitanti, con un incremento netto di quasi 1.200 residenti in più rispetto all'inizio dell'anno. E degli 82mila, ala fine dello scorso anno ben 6.900 - l'8,4% dei residenti - erano stranieri. L'anagrafe del Comune ha elaborato i dati consuntivi del 2010 da cui emerge che in un anno la popolazione residente del capoluogo ha avuto un aumento netto di quasi 1.200 unità, un risultato reso possibile soprattuto dal flusso migratorio sia dall'estero che da altri Comuni italiani. Non è certo la natalità, infatti, a permettere una crescita così significativa della popolazione: il saldo tra natalità e mortalità è passivo, come avviene ormai da molti anni, e nel 2010 si sono registrati solo 689 nuovi nati a fronte di 834 morti, con una differenza negativa di 145 unità. Sono oltre 2.500, invece, i cittadini che hanno preso la residenza a Grosseto nel 2010, praticamente quasi sette nuovi residenti al giorno, e dei nuovi residenti poco meno di 1.800 sono italiani, mentre 714 sono gli stranieri che hanno scelto di venire a vivere e lavorare nel capoluogo maremmano. Nei movimenti demografici del Comune di Grosseto si registra anche una certa mobilità in uscita: sono poco meno di 1.200, infatti, i cittadini che hanno cancellato la propria residenza per per emigrare per lo più in altri Comuni italiani e, in piccola parte, appena 72, anche all'estero. In ogni caso la differenza tra nuovi iscritti all'anagrafe comunale e i cancellati nell'arco del 2010 è una differenza positiva di 1.331 unità che copre abbondantemente il saldo negativo tra nati e defunti. L'indice di vecchiaia del Comune di Grosseto è di 173,1, il che significa che ogni cento residenti di età compresa tra 0 e 14 anni ce ne sono più di 173 che vanno dai 65 anni in su. Sul fronte dell'età la popolazione straniera contribuisce, per quanto possibile, ad un abbassamento dell'indice di vecchiaia: i dati mostrano, infatti, una maggiore presenza di persone giovani. Se, infatti, gli stranieri sono ancora solo il 5 per cento della popolazione da 0 a 14 anni e sono appena il 2 per cento della popolazione ultrasessantacinquenne, basta spostarsi nella fascia di età 15-29 anni e 30-44 anni per vedere la percentuale di stranieri crescere, rispettivamente, fino al 18 e al 16 per cento, e nella popolazione tra i 15 e i 29 anni gli stranieri sono il secondo gruppo, dopo i grossetani e dopo il gruppo di residenti provenienti da altre regioni italiane (14%). Il rapporto di mascolinità - 90,3 - propende verso la popolazione femminile: ogni 100 donne ci sono 90 uomini. Per quanto riguarda la distinzione fra i sessi, la popolazione straniera accentua il divario tra numero dei residenti uomini e numero dei residenti donne: su 6.903 nuovi iscritti all'anagrafe, ben 4.008 sono le donne e meno di 3.000 gli uomini, con una costante superiorità del numero delle donne soprattutto per quanto riguarda i paesi dell'est come Romania, Moldova, Ucraina e Polonia.
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