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Grosseto

Cri, lo sfogo di Corsi: «Le regole devono essere rispettate»

<strong>CRI.</strong> Hubert Corsi e, a sinistra, Alduvinca Meozzi
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CRI. Hubert Corsi e, a sinistra, Alduvinca Meozzi

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SCARLINO. «Le regole vanno rispettate: non è questo il modo di stare dentro a un'organizzazione di volontariato». Parola del commissario provinciale della Cri Hubert Corsi dopo il summit a Scarlino per discutere sullo «sciopero bianco» (come lo definisce) dei volontari. «Il servizio comunque è garantito» assicura. E non è poco, data la situazione del comitato scarlinese. Dopo le dimissioni dei volontari, ne sono rimasti in cinque, un numero irrisorio per mandare avanti un intero comitato. È stato questo il primo tema trattato nel tavolo di mercoledì sera: «garantire il servizio in modo da limitare il disagio», spiega il commissario provinciale. A discutere tra loro c'erano tutti i vertici della Cri: Corsi, l'ispettore dei volontari Mirio Rabazzi e il commissario locale Alduvinca Meozzi contro cui si sono scagliate le ire dei dimissionari. E le prestazioni dei ragazzi e delle ragazze della Cri sono state garantite, «grazie all'impegno dei comitati dei Comuni limitrofi: Follonica, Gavorrano, Monterotondo e persino Grosseto», continua Corsi. «Adesso starà a Rabazzi cercare di tamponare la situazione». Per di più «nei prossimi giorni vedremo come muoverci, senza escludere alcune iniziative». Una volta garantito il servizio, però, c'è da sciogliere il nodo del problema: la rottura tra Meozzi e i volontari. Questi ultimi sono stati chiari (anche se nessuno lo ha detto pubblicamente): «torneremo un minuto dopo che Meozzi se ne sarà andata». «La Croce Rossa non funziona così - tuona Corsi - Non si può dire "io esco e poi rientro"». Non è semplice da risolvere la situazione per il commissario provinciale, in questa fase nei panni di mediatore. «Meozzi ha fatto un passo indietro. Ma non si possono chiedere le sue dimissioni: è contrario al regolamento della Cri». C'è però un concetto di base che non va giù a Corsi. Lui, raggiunto telefonicamente, non pronuncia mai la parola "ricatto", ma ci gira intorno. «Per fortuna non abbiamo una convenzione con il 118 altrimenti, con questo "sciopero bianco" dei volontari, la situazione diventerebbe incontrollabile. Non ci si comporta così all'interno di un volontariato. Se nascono dei problemi si risolvono all'interno, senza creare un disagio per la cittadinanza. Le regole vanno rispettate e questo vale per tutti i circoli». In ogni caso, però, la situazione all'interno del comitato di Scarlino non cambia.  La frattura tra Meozzi e "dissidenti" appare sempre più insanabile. I vertici provinciali, ora che il servizio è stato garantito, aspetteranno i prossimi giorni per capire come intervenire, perché come ha detto il presidente Corsi: «la Cri di Scarlino è di qualità e lunga tradizione».

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