Il Tirreno

Grosseto

Corsa show nella piazza E il Borgo trionfa davanti a cinquemila persone

Fiora Bonelli
<b>TRIONFO.</b> Il momento della vittoria del Borgo
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TRIONFO. Il momento della vittoria del Borgo

Il "gioiello" Gezabele beffa tutti e dà spettacolo consegnando alla contrada il 14º cencio della sua storia

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 CASTEL DEL PIANO. Davanti a più di 5000 persone strette in piazza Garibaldi la contrada del Borgo, con Gezabele egregiamente interpretata da Antonio Siri detto Amsicora, beffa tutti e agguanta il 14º palio della sua storia. È Siri stesso a raccontare la difficoltà di una mossa in cui è stato marcato stretto dal fantino del Monumento Carbone, detto Carburo.  Quest'ultimo ha ricevuto ben 3 ammonizioni dal mossiere Corbelli per le sue manovre tattiche: «Mossa sofferta, ai limiti del tollerabile - ha detto Siri - ma la voglia di portare in contrada il cencio ricamato e battere la nostra avversaria è stata intensissima e questa è una soddisfazione enorme per me e per i contradaioli che hanno creduto in me. La corsa è stata liscia come l'olio - prosegue - il cavallo è un piccolo gioiello e io credo di averlo ben diretto».  Grande la soddisfazione della dirigenza di Alessandro Pasqui e della ex capitano Mariella Frediani: «Quel cencio ricamato troppo in blu - dicono - bisognava portarcelo in contrada. È una riscossa che festeggeremo a dovere». A bocca amara Poggio, con Mocambo montato da Alessio Corda, al secondo posto e dietro a lui Storte con Internos guidato da Filuferru e poi Monumento con Bongo Bingo montato da Carburo. Una vittoria per niente scontata, che premia la determinazione del Borgo a vincere ma soprattutto a battere il Monumento che non ha portato nella sua sede e neppure in quella dell'alleata Poggio l'agognato drappo prezioso ricamato dalla scuola di ricamo del vicinato Orazio Imberciadori. Una corsa sofferta, perché alla fine quel drappo lo volevano proprio tutti, nonostante le tattiche e le voci contraddittorie della vigilia che dava le Storte grande favorita. Una carriera che ha suggellato una giornata iniziata quasi all'alba con la messa nella chiesa della Madonna Santissima delle Grazie, replicata alle 9,30 in Propositura. Ma alle 8,30, di fronte a pochissimo pubblico (le cene di contrada si sono prolungate fino a tardissimo e i contradaioli si sono cominciati a vedere solo verso le 9) i cavalli hanno corso la seconda prova del palio attorno alla tonda. Una sgambatura praticamente, perché nessuno vuole mettere a repentaglio il suo cavallo che non potrebbe essere sostituito in nessun modo nella carriera delle ore 18. Ma la parte più suggestiva è iniziata alle 11 con il corteo storico per le vie del paese, dal corso ai viali. Il corteo storico esce dal portone del palazzo Ginanneschi aperto dal vessillo con lo stemma di Casteldelpiano e delle sue frazioni Montenero e Montegiovi e subito dopo il palio, vigilato da 4 uomini in armi, memoria storica della leggenda che dice che la tavola della Madonna che si venera a Casteldelpiano fu rinvenuta da 4 soldati nelle campagne di Sorano e portata a Casteldelpiano. Sfilano poi le autorità civili e militari, a dimostrazione che questa festa è un intreccio comunitario forte che si regge sul senso di appartenenza religiosa e civile insieme. Dietro, i figuranti delle contrade, con i propri colori, simboli e bandiere. Ognuna delle contrade ha uomini in armi a memoria della guerra condotta contro gli Aldobrandeschi di Santa Fiora nel 1369. Una sfilata con applausi a scena aperta, accompagnata dalla Filarmonica Rossini di Casteldelpiano e terminata in piazza Madonna con lo show degli sbandieratori e dei tamburini. Piazza gremita, traboccante di residenti e turisti, arrivati anche con i pulmann ad assistere a questo ormai mitico palio casteldelpianese. Con la grande novità, quest'anno, di due guardie forestali a cavallo agli ordini del comandante che hanno aperto il corteo per vie e viali. Poi tutti nelle proprie contrade per la benedizione dei cavalli e le ultime occasioni per tessere accordi di contrada. La sfilata, identica, nei figuranti, a quella mattutina, si è rinnovata alle 17, ma stavolta attorno a piazza Garibaldi per caricare il pubblico (migliaia le persone in piazza) di aspettative e di emozioni che si sono liberate nell'urlo di vittoria finale e nei pianti dei perdenti.  E alla fine giro trionfale attorno alla piazza con Siri in spalla ai contradaioli e col palio al vento con ringraziamento in chiesa. In attesa della tombola e dei fuochi di artificio delle 22. Un finale effervescente di una festa che pare non voglia mai terminare e che prosegue, tutta la giornata del 9 con la grande fiera che inonda ogni via del paese fino a notte.

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