Italia
Bastioni ridotti a una discarica
Claudia Della Verde
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DEGRADO. Sporcizia abbandonata ovunque sui bastioni spagnoli di Orbetello Profilattici, cartacce e sporcizia sui vecchi camminamenti spagnoli
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ORBETELLO. È uno dei luoghi che richiamano il maggior senso di appartenenza orbetellano, dove sorgono le antiche mura spagnole risalenti al XV secolo. Si tratta della passeggiata dei Bastioni che affaccia sulla laguna e sul campo dell'Orbetello calcio. Un luogo suggestivo, frequentato da coppiette e tifosi. Quello che i secoli non hanno distrutto rischia di essere compromesso dall'inciviltà di alcuni frequentatori. Cartacce, plastica, lattine, bottiglie di birra e vino, rifiuti organici, profilattici e mozziconi di sigarette, fanno da cornice alle bellezze naturali. Su quella passeggiata che regala l'emozione di godersi lo stesso panorama dei dominatori della città lagunare, l'inciviltà sembra farla da padrone. A lanciare l'allarme è un cittadino che, da appassionato di calcio, si è recato sulle fortificazioni Burgos per godersi una partita vista dall'alto. «Sabato scorso sono andato a vedere l'Orbetello, erano anni che non salivo sui bastioni - afferma Giancarlo Metrano - Tutto avrei immaginato tranne che trovare tanta sporcizia e degrado». Dispiaciuto per l'incuria in cui versa questo pezzo di storia orbetellana, Metrano non punta il dito contro nessuno, ma spera, come molti altri concittadini, in un intervento che riporti i luoghi ad uno stato di decenza. Altri a palesare il proprio rammarico sono i gestori del distributore Esso, ubicato nelle immediate vicinanze di una scalinata d'ingresso al terrapieno. «La sera girano ragazzi che non hanno alcun rispetto per questi luoghi ed al mattino la scena che si presenta ai nostri occhi non è delle più invitanti». Pare che anche le scalinate siano usate come una latrina pubblica. La prova provata è il cattivo odore sotto al naso dei benzinai ogni mattina. Almeno l'erba è stata tagliata di recente, ma non è dato sapere quando questi depositi di rifiuti siano stati lasciati. La responsabilità maggiore, questa volta, è da ascrivere non tanto a chi si occupa della pulizia dell'area, quanto alla scarsa educazione ambientale di alcuni cittadini.
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