Il Tirreno

Grosseto

MARRAS SULLE PROVINCE

Abolirle è un falso risparmio che costerà all'economia locale

Leonardo Marras   Presidente della Provincia

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Il Ddl di modifica costituzionale approvato dal governo per abolire le Province è un'operazione di distrazione di massa, che ha l'obiettivo di distogliere l'attenzione dagli effetti sociali e sui servizi pubblici che produrrà la folle manovra correttiva. Il governo affronta il delicato tema della riforma dello Stato con lo stesso dilettantismo propagandistico con cui ha sottovalutato la crisi economica, e per questo è bene che vada a casa il prima possibile. Nel merito, istituire le città metropolitane e parallelamente abolire le Province è una scelta che capovolge l'approccio di governo ai problemi reali, marginalizzando per "decreto" i territori periferici. Ed è sinceramente desolante che questa scelta sia condivisa anche da alcuni settori del Centrosinistra. Che preferiscono cavalcare l'onda piuttosto che guardare ad un nuovo assetto dello Stato e delle autonomie locali funzionale alle esigenze della nostra società. Se il Ddl sarò approvato ci ritroveremo di fronte ad un borbonico neocentralismo regionale, con uffici distaccati sui territori che saranno governati da Firenze, privando le province di una reale rappresentanza. Che non sarà certo garantita dalle associazioni di Comuni o da altri "carrozzoni" intermedi di gestione di alcune funzioni, che inevitabilmente dovranno essere istituiti. In questo senso, il prezzo più salato lo pagheranno le imprese locali, che non avranno più un interlocutore di area vasta, ma si ritroveranno a convivere con la frammentazione delle competenze ed una burocrazia dilatata e inefficiente. Fra l'altro, quello del risparmio di 16-18 miliardi di euro è un falso mito che presto si rivelerà per quello che è, considerato che funzioni e personale non possono essere "soppressi". Mi chiedo, invece, che fine abbia fatto il dimezzamento dei parlamentari, il cui numero esorbitante è un costo ingiustificabile, e la riforma del bicameralismo perfetto, che sta alla base di enormi costi economici e sociali in conseguenza dei tempi geologici del processo legislativo. Non m'interessa la difesa d'ufficio delle Province per come funzionano, perché sono consapevole della necessità di ridefinirne ruoli e funzioni nell'ambito di una coerente riforma dello Stato.  Di una cosa sono sicuro: via via che emergeranno le contraddizioni di questo assurdo Ddl, chi vive sui territori maturerà una coscienza critica e combatterà per modificarne l'impostazione. A partire dalla logica che premia il neocentralismo regionale a discapito dell'autodeterminazione delle comunità locali.

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