Finanza
«Tar dà ragione al Comune, i numeri no»
Al.Fae.
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AMBIENTALISTA. Roberto Barocci Barocci all'attacco sopo la sentenza: la piana è sempre più inquinata
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SCARLINO. Ci sono cose ancora più valide del verdetto di un giudice: ad esempio, i numeri. È questa la linea di Roberto Barocci del Forum ambientalista di Grosseto, che commenta così la decisione favorevole del Tar nei confronti del Comune di Scarlino: «le bonifiche fatte non sono valide». La settimana scorsa il tribunale amministrativo di Firenze ha respinto il ricorso presentato dagli ambientalisti contro il progetto preliminare di bonifica del sito di Scarlino Energia, all'interno della zone industriale del Casone. «Il Comune ha vinto alla grande» ha detto subito il sindaco Maurizio Bizzarri. Queste parole però non hanno scalfito Barocci, che si affida ai numeri: «arsenico fino a 14.500 microgrammi/litro nelle falde della piana di Scarlino e Follonica», quando «il limite è a 10». Numeri, dati e tabulati, prodotti da consulenti di enti pubblici, «di cui il sindaco Bizzarri beatamente si compiace» dice il leader ambientalista, che invece, a suo parere, indicano che «i livelli d'inquinamento delle falde idriche nei siti già bonificati da anni sono superiori ai limiti di legge, anche in media di centinaia di volte», che queste «concentrazioni permangono con valori costanti a distanza di diversi anni», che «sono passate alla seconda falda idrica più profonda». In parole più semplici: «se l'acqua in movimento viene costantemente avvelenata e, a distanza di diversi anni dalla conclusione dei lavori delle bonifiche di superficie, si registrano negli stessi punti valori costanti vuol dire che la presunta bonifica di superficie non ha individuato ed eliminato tutte le fonti di inquinamento; pertanto, le bonifiche realizzate non sono valide, in quanto non sono fasi di un unico progetto capace di rimuovere tutte le fonti inquinanti». Per Barocci il problema sta proprio qui: «a Scarlino il progetto unitario di bonifica delle falde idriche ancora manca, nonostante le procedure siano iniziate 18 anni fa, mentre la legge indica pochi mesi per l'eliminazione di sostanze pericolose». Numeri, insomma, contro cui «non ci potrà essere giudice o sindaco che possa smentire».
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