Il dolore
Piano anti-piccioni all'ospedale
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PICCIONI. Sulle pareti dell ospedale Misericordia Canti di rapaci, luci, mangime contro la fertilità, ma anche abbattimenti
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GROSSETO. Ancora piccioni all'ospedale? A segnalare la cosa è un lettore - Sirio Tei - che punta il dito sul reparto di malattie infettive. Ma l'Asl spiega che il problema è stato in gran parte risolto e presto lo sarà del tutto, con sistemi incruenti di contenimento. «Vorrei segnalare - scrive Tei al direttore Fausto Mariotti - lo stato di incuria e di igiene precaria, che si verifica all'esterno del reparto di malattie infettive dell'ospedale». «Piccioni che nidificano nei cornicioni - prosegue Sirio Tei -, con il guano che ricade nelle serrande tanto da non poter aprire la finestra per aerare la stanza, per non sentire l'avello del guano stesso. Tutto ciò senza togliere il merito ai medici del reparto, che si prodigano a debellare le varie patologie interne sperando in una bonifica radicale». Ma alla segnalazione l'Asl risponde chiarendo cosa sta facendo per debellare una piaga non facile da affrontare. Il piano prevede sistemi incruenti all'ospedale, ma anche, in accordo con la Provincia di Grosseto, un piano di contenimento nei terreni attorno al Misericordia, misura resa possibile dalla delibera della Giunta regionale 390 del 2009 che assimila i piccioni alla selvaggina. Insomma, possono essere abbattuti se ritenuti dannosi per la salute. «Ringraziamo il signor Sirio Tei - risponde la direzione dell'Asl - per la nota con la quale segnala "piccioni che nidificano sui cornicioni" all'esterno del reparto di malattie infettive del Misericordia. Questo infatti ci consente di intervenire in maniera ancora più precisa, benché il monitoraggio sulla presenza di questi volatili all'ospedale di Grosseto, sia costante e continuo, già da settembre 2009, quando è entrato in vigore il piano di contenimento della Asl 9. Da questa data, infatti, i piccioni rilevati nell'area ospedaliera, sono scesi dagli oltre 1000 censiti a fine 2006, agli 800 del novembre 2009 (due mesi dopo l'entrata in vigore del piano), ai 300 rilevati a giugno 2010, fino a 150-200 capi dell'ultimo censimento del giugno 2011. In ogni caso, ad una verifica effettuata dalla dottoressa Cesira Nencioni, responsabile del reparto di malattie infettive del Misericordia, non risultano situazioni di degrado come quelle descritte nella segnalazione del signor Tei, anche se sarà nostra cura, già oggi, effettuare ulteriori sopralluoghi. La presenza di alcuni piccioni è rilevata, infatti, solo sulle finestre del reparto che si affacciano sul cortile interno, dove peraltro è più complesso chiudere l'accesso con la copertura a rete». Il piano prevede una serie d interventi mirati: «Il piano di contenimento, che sarà operativo fino al raggiungimento di una situazione di pieno controllo, prevede azioni quali l'allontanamento dei nidi e delle uova; interventi di dissuasione non cruenta per rendere il presidio ospedaliero inadatto alla nidificazione (fasci di luce intensa, dispositivi che diffondono canti di rapaci e, su punti di particolare affollamento, l'uso di pistole ad aria compressa con proiettili in gomma); l'installazione di reti e di dissuasori di appoggio; la somministrazione di mangime inibitore della fertilità. A questi interventi si è aggiunto, in collaborazione con la Provincia di Grosseto e sentito il parere dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), un piano di controllo mirato nelle zone agricole nell'area periurbana nelle vicinanze dell'ospedale. Sono, inoltre, in fase di completamento le coperture della struttura del Misericordia con apposite reti, il monitoraggio di eventuali punti in cui i piccioni riescono a filtrare, il costante controllo dello stato di copertura e dei punti critici, per ottimizzare anche gli interventi di contenimento indicati dal piano. Tra l'altro i punti maggiormente a rischio vengono segnalati per una più accurata pulizia da parte del personale preposto».
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