Il Tirreno

Grosseto

Cinque minorenni nei guai

Federico Lazzotti
<b>INDAGINE.</b> Dei carabinieri
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INDAGINE. Dei carabinieri

Sono accusati di danneggiamenti, furto e scasso

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 ROCCASTRADA. La molla che li ha spinti sarebbe la noia della vita di paese, così per riempire il tempo e farsi rispettare dai coetanei entravano una volta in una casa lasciata vuota, oppure in un'azienda chiusa. Dentro imbrattavano, distruggevano oppure rubavano strumenti da lavoro. Ora cinque studenti tra i 14 e 16 anni sono nei guai: accusati di essere i componenti della baby gang che per mesi ha imperversato a Roccastrada.  Chiariscono gli inquirenti che per mesi hanno lavorato per individuarli: «Per il momento sono accusati soltanto di tre episodi. È vero, stiamo indagando anche su altri fatti, anche gravi, avvenuti in paese negli ultimi mesi, ma sarebbe troppo facile dare la colpa a questi ragazzi di tutto quello che è accaduto e accade a Roccastrada».  I tre episodi contestati e per i quali sono stati aperti due diversi fascicoli alla Procura dei minori di Firenze risalgono al periodo compreso tra il febbraio e il marzo scorso e le accuse vanno dallo scasso al furto passando per i danneggiamenti.  È il pomeriggio del 23 febbraio quando i cinque - secondo i carabinieri - forzano la finestra di una ditta di confezioni nel centro di Roccastrada, in quel periodo chiusa. Così l'interno dei locali per qualche ora si trasforma nel loro parco dei divertimenti e vandalismi: dalle macchine da cucire tolgono l'olio e con quello cospargono i pavimenti, imbrattano i muri, distruggono gli arredamenti e quando si annoiano escono portando con sé alcuni utensili da lavoro come ricordo: cesoie e forbici, in primis. Il giorno seguente la titolare si presenta dai carabinieri e fa denuncia. Passa un mese, è il 22 marzo quando, il blitz della baby gang si sarebbe ripetuto nella stessa azienda. Quello che la titolare trova il mattino dopo è lo stesso panorama di trenta giorni prima: muri imbrattati, locali a soqquadro e danni per centinaia di euro.  Tre dei cinque ragazzini accusati di questi due episodi sarebbero anche i responsabili di un altro blitz, stavolta all'interno di un appartamento del centro avvenuto il 21 marzo, il giorno prima del secondo episodio di vandalismo all'interno dell'azienda e di proprietò di un'anziana scomparsa da pochi giorni. «Anche in questa circostanza - confermano gli investigatori - gli adolescenti hanno usato un cacciavite o qualcosa di simile per forzare un infisso della casa ed entrare». Chi è entrato nell'appartamento dopo il loro passaggio racconta di una bombola del gas aperta, di scritte sulle pareti e mobili danneggiati.  Ai cinque ragazzini, figli di commercianti, professionisti ed operai della zona, i carabinieri sono arrivati grazie ad alcune testimonianze attraverso le quali sono riusciti ad avere anche dei riscontri fotografici che confermerebbero il quadro accusatorio.  Ma l'indagine non si ferma. Di atti di vandalismo simili negli ultimi anni nel Comune di Roccastrada - come ricorda l'articolo qui accanto - ce ne sono stati decine. Adesso l'obiettivo degli inquirenti è quello di collegare ogni singolo episodio ai responsabili.

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