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Grosseto

«Centro commerciale solo con noi»

«Centro commerciale solo con noi»

Lucheroni agli "Indipendenti": «La legge regionale parla chiaro»

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GROSSETO. Non ci può essere Centro commerciale naturale senza Ascom e Confesercenti. Lo stesso vale per i tavoli di trattativa, a partire dalle aperture nei festivi, ai quali possono accedere, per legge, solo le associazioni riconosciute nel contratto nazionale di lavoro.  Dopo la nascita, nel centro storico di Grosseto, di un "terzo polo del commercio" a cui aderiscono alcune decine di esercenti, Confesercenti e Confcommercio chiariscono agli "indipendenti", senza troppa polemica, che sui temi più caldi ci sono norme regionali e nazionali a disciplinare il settore. «E per ultima la legge finanziaria ora in approvazione - spiega Ferruccio Lucheroni, presidente di Confsercenti -.

Ci sono continue modifiche, ora pare che la liberalizzazione totale si limiti alle città d'arte e turistiche, ma certo è che Grosseto ne fa parte, per cui non dipenderà più dal Comune chi starà aperto la domenica e chi no, ma da una legge nazionale. Non applicarla vorrebbe dire esporsi a richieste di danni da parte di chi vuole aprire. Capisco che il momento sia difficile, che la crisi stia mettendo in ginocchio molte aziende, ma non capisco perché in questo momento si prendano di mira le associazioni e non si cerchi di fare fronte comune».  Certo è che il Centro commerciale naturale, nel centro di Grosseto, è in ritardo: «Sono il primo a riconoscere che dei ritardi ci sono, ma da qualche tempo stiamo lavorando forte con Rete Imprese, in piena armonia con Ascom. Anche qui forse un chiarimento serve agli "indipendenti".

Ho letto che hanno protocollato in Comune la richiesta di essere i fondatori: apprezzo la buona volontà, ma il problema è che la legge regionale, che poi è quella che assegna i fondi per la promozione e tutto il resto, affida a noi ed Ascom il compito di creare il Ccn. Non ci può essere un terzo soggetto, non è previsto».  Sulla stessa linea la direttrice di Confesercenti, Gloria Faragli: «Se da questo gruppo arriveranno proposte concrete, siamo disponibili a parlarne, a sederci attorno a un tavolo. Certo se arrivano inviti a non associarsi, allora non siamo d'accordo». 

Ascom, che vuole tenersi fuori dalla polemica, sottolinea invece che, a fronte di alcune decine di "dissenzienti", ce ne sono oltre un centinaio che, in più occasioni, hanno chiesto all'associazione di continuare a organizzare eventi in centro storico. «Tutto può essere migliorato - dicono - ma almeno con queste manifestazioni sono garantite serate con molta gente in centro, in cui si lavora».

 

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