Il Tirreno

Grosseto

Ieri sera vertice con i responsabili provinciali. Altri volontari sarebbero pronti a lasciare

Caos alla Cri, Meozzi nella bufera

Alfredo Faetti
Caos alla Cri, Meozzi nella bufera

I dissidenti chiedono le dimissioni del commissario per rientrare

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SCARLINO. È un mare in tempesta il Comitato della Croce Rossa di Scarlino, racchiuso tra due pilastri decisi a non muoversi di un millimetro dalle loro posizioni.  Da una parte c'è il commissario scarlinese, Alduvinca Meozzi, per niente intenzionata ad abbandonare il suo posto alla guida del Comitato; dall'altro ci sono i volontari, dimissionari pronti a chiudere all'angolo Maozzi dopo aver fatto scoppiare il caso con il loro dietrofront.  «Per sfiducia nei confronti del presidente commissario Alduvinca Meozzi»: sono queste le parole riportare alla voce "motivazioni" delle dimissioni degli ormai quindici volontari che hanno deciso di muovere guerra al proprio commissario. 

E di guerra in effetti si tratta, perchè le dimissioni in blocco (rifacendosi ad un articolo del regolamento che concende una sorta di aspettativa) dei volontari sembrano un atto di forza per costringere i vertici della Cri, tanto Meozzi quanto quelli provinciali, a farsi carico dei problemi del comitato.  Del resto, con l'arrivederci di 15 volontari su 21 la Croce rossa scarlinese vede ridotta la propria capacità di azione al limite, forse già al di sotto delle proprie capacità che da qui a poco tempo potrebbero ridursi fino ad esaurirsi  Una aspetto non da poco, dato che soltanto qualche mese fa allo Scalo è stata aperta una nuova sede distaccata, senza contare l'acquisto di nuovi mezzi. Insomma, un comitato che fino a poco tempo fa sembrava in ascesa, adesso si trova a fare i conti con veleni interni che vanno avanti già dallo scorso anno.  La resa dei conti sembrava dovesse esserci già all'inizio dell'estate, ma la mediazione dei vertici crocerossini ha ritardato l'esplosione della bomba, senza però disinnescarla.  Già, perchè in un modo o nell'altro qualcuno dovrà saltare. I volontari pretendono una cosa ben precisa: le dimissioni di Meozzi, e il commissario, dal canto suo, non vuole lasciare il suo incarico.  La speranza dei 15 dimissionari (e in paese si mormora che alla fine anche gli altri 7 seguiranno i cosidetti "dissidenti") era tutta su ieri sera, quando a Scarlino sono arrivati tutti i vertici provinciali per fare un punto sulla situazione: Hubert Corsi, commissario provinciale, Mirio Rabazzi, neonominato ispettore dei volontari scarlinesi, le varie componenti del comitato (volontari, pionieri e femminile) e la stessa Meozzi.  Una sorta di ultima spiaggia, al termine della quale dovrà in ogni modo essere presa una posizione: andare avanti senza il commissario o senza i volontari. Una bella gatta dapelare per i vertici provinciali, perchè il servizio di Scarlino, secondo i cittadini, deve essere riattivato (al momento è garantito da Follonica e Gavorrano). 

C'è di più. A Scarlino nessuno parla ufficialmente, ma le voci corrono: se Meozzi non verrà sollevata dal suo incarico, i volontari potrebbero decidere di spiegare le proprie ragioni in piazza, di fronte a cittadini e stampa. Insomma, ieri sera c'è stato un bivio importante, ma la strada per tornare alla normalità è ancora lunga e intanto chi ci rimette sono le persone che fino a apoche settimane fa venivano assistite dai volontari della Croce rossa.

 

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