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«Cacciatori, sterilizzate i cani»
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CANI. E i loro padroni cacciatori Durante la stagione venatoria aumentano gli abbandoni Per gli ambientalisti soluzione simile per i cinghiali
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GROSSETO. Giacomo Bottinelli, leader locale della Lav, replica ai cacciatori che nei giorni scorsi lo avevano tirato in ballo riguardo alla caccia al cinghiale, alla gestione dei canili e del randagismo. «Innanzitutto - scrive - la Lav non ha mai percepito alcun contributo o finanziamento pubblico. L'associazione si sostiene grazie alle donazioni di soci e cittadini che ne condividono la causa». «Il cinghiale - prosegue Bottinelli - è specie che aumenta vertiginosamente il proprio tasso riproduttivo in relazione con il calo della popolazione, pertanto se gli abbattimenti non saranno sostituiti da opportune politiche di sterilizzazione con vaccini come il GonaCon, del quale è attualmente allo studio anche una formula orale da parte della Food and environment research agency di Sand Hutton, i vantaggi in termini di calo numerico saranno sempre a breve termine e compensati da accrescimenti di popolazione successivi». Infine canili e randagismo. «Il randagismo canino - conclude - è un altro problema legato almeno in parte al mondo venatorio. Il tasso di abbandoni registrati, infatti, aumenta di circa il 25% nella stagione di apertura della caccia, frutto evidente dello scarto di cani considerati poco utili. Si calcola che l'impatto economico del randagismo ammonti in Italia a circa 200milioni di euro all'anno solo per il mantenimento dei cani nelle strutture a carico dei Comuni. Il Comune, citando il capoluogo maremmano, ospita al momento circa 350 cani nella struttura della Zoo service distribuzione con una convenzione che prevede il corrispettivo di 3,50 euro al giorno per ogni cane, senza considerare altre spese aggiuntive. Un cifra enorme che la Lav vuole diminuire nel rispetto della legge 281/91 che prevede la sterilizzazione degli animali, ma che purtroppo spesso non viene applicata». Quando si parla di costi troppo alti a carico delle amministrazioni comunali, secondo la Lav, ciò è pienamente vero. «Una soluzione sarebbe promuovere ciò che il mondo venatorio non fa mai: la sterilizzazione dei cani e la prevenzione delle cucciolate. Oltre che naturalmente la microchippatura e la registrazione in anagrafe canina». G.B LUCA BECECCO (FEDERCACCIA) «I cinghiali? Arrivano a San Martino» GROSSETO. «Cinghiali? Ce ne sono uno sproposito. Le oasi naturali sono invase. E non solo è impossibile censire le specie svernanti come cerchiamo di fare con il Progetto Beccaccia ma è quelle oasi sono ormai devastate dagli ungulati, che distruggono le covate delle anatre, come nella Diaccia Botrona». Luca Bececco non usa mezzi termini: «La presa di posizione di Italia Nostra è un suicidio. L'unico sistema per rimediare è l'abbattimento dei cinghiali. Ma lo sapete che ormai ce ne sono anche al Diversivo, verso San Martino? E non parliamo più per favore di cinghiali ungheresi: c'erano negli anni Sessanta ma sono tutti morti, perché la Maremma non è un ambiente a loro favorevole. Ora ci sono gli ibridi, cinghiali-maiali. E sono loro, più prolifici, a far danni».
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