Il Tirreno

Grosseto

Terremoto al Sant'Anna, dimezzato il cda

Alfredo Faetti

Si dimettono in due, polemiche sulle rette e il rinnovo dei vertici

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 MASSO MARITTIMA. Un terremoto sta scuotendo le fondamenta della Fondazione Sant'Anna. Scosse che non arrivano dall'esterno (vedi le critiche mosse nei giorni scorsi da un gruppo di ragazzi cresciuti nel rifugio), ma dall'interno, dal momento che due membri su cinque del cda hanno presentato dimissioni, dovute a una crepa con i vertici sulla gestione.  Da settimane ormai il Rifugio Sant'Anna di Massa Maritima è al centro della bufera. Ultima vicenda in ordine di tempo è il botta e risposta tra un gruppo di orfani cresciuto nei locali massetani e il presidente della Fondazione Gianni Locatelli, con i primi che hanno accusato il secondo di non rispettare le guide del fondatore don Luigi, che di tutta risposta ha bacchettato il gruppo dicendo che predica nascondendosi nell'anonimato.  Queste discussioni però sembra destinata a far venir fuori altre magagne. Prima fra tutte, il fatto che il mandato della commissione d'amministrazione in carica è scaduto da un anno. «Lo statuto prevede che la commissione stia in carica quattro anni» spiega Angelo Soldatini, uno dei membri. «E la commissione in carica si è insediata nel settembre 2006». Soldatini è stato nominato membro della commissione da don Luigi in persona, dati i rapporti di sangue (sono le zie) che intercorrono tra di lui e Rina ed Anna Bisogni, le due donne che hanno accompagnato il sacerdote nel suo percorso nel fondare il Sant'Anna.  Ma non c'è soltanto la scadenza a cui devono far fronte i vertici della Fondazione («che ancora non si sono mossi» spiega Soldatini); c'è anche un buco nel numero effettivo dei membri della commissione: sui cinque totali, al momento ne sono in carica soltanto tre. Questo perchè sia Soldatini che Antonio Bracali si sono dimessi dal loro incarico. «Preso atto nel cda del 7 maggio scorso del continuo protrarsi delle procedure che dovrebbero portare al rinnovo degli organi direttivi e di controllo, siamo arrivati alla determinazione di presentare le dimissioni irrevocabili il 14 maggio». Lo statuto non è l'unico elemento ad aver spinto di due a questa decisione, «determinata inoltre dalla non condivisione dei progetti per il futuro sviluppo della Fondazione presentati dal presidente Locatelli nella stessa riunione del 7 maggio».  Pomo della discordia qui è il modello di gestione portato avanti dalla Fondazione, che «non sta portando avanti in prima persona i suoi progetti», spiega l'ormai ex membro. «Il pensionato di San Giuseppe (al centro della polemica per l'aumento delle rette ndc) ne è un esempio: le attività vengono date in appalto a soggetti terzi. In questo modo la Fondazione non può portare avanti la sua missione».  Un terremoto scoperto proprio in uno dei momenti più caldi per il Sant'Anna di Massa Marittima, vedi «l'aumento della retta del pensionato san Giuseppe, l'arrivo e l'ospitalità ai profughi, la costituzione di un comitato degli ex ragazzi del sant'Anna ed altre ancora» conclude Soldatini. «Ora gli unici interlocutori sono Locatelli e il segretario Riccardo Rapezzi».

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