La manifestazione
Pulizie al comando, ditta vince al Tar
L'azienda aveva avuto l'appalto per la sede dei Vigili del fuoco ma era stata esclusa. Adesso è stata riammessa e avrà il contratto
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GROSSETO. Un contratto stipulato a dicembre del 2010, annullato un mese dopo e successivamente mai registrato. Una ditta che si trova di colpo estromessa da un appalto importante del Ministero dell'Interno. La storia - tutta grossetana - si è chiusa nei giorni scorsi davanti al Tar della Toscana. Stiamo parlando della ditta che svolgeva le pulizie nel comando provinciale dei vigili del fuoco, la Pulitori e Affini spa (gruppo Global Service) - una decina di maestranze locali. La Pulitori e Affini spa aveva partecipato un anno fa alla gara indetta dal Ministero dell'Interno, per l'affidamento del servizio di pulizia presso il comando provinciale di Grosseto per il triennio 2011-2013. L'esistenza di una condanna penale patteggiata per aggiotaggio a carico del proprio legale rappresentante dell'epoca, rappresentata in sede di gara, non le aveva impedito, superata la fase di prequalifica, di aggiudicarsi l'appalto e sottoscrivere il contratto con il comando grossetano. Successivamente alla stipula ed all'avvio del servizio, il comando aveva però comunicato alla ditta l'intenzione di procedere all'annullamento del contratto a seguito della mancata approvazione ministeriale. Il motivo? Un parere dell'avvocatura in merito alla menzionata condanna per aggiotaggio del legale rappresentante della società, condanna ritenuta nel novero di quelle ostative alla partecipazione alla gara. Alla metà di aprile del 2011 era stata quindi comunicata l'avvenuta aggiudicazione del servizio all'impresa seconda classificata, tagliando fuori la Pulitori e Affini spa. Per l'annullamento degli atti e per i provvedimenti lesivi adottati nei suoi confronti la ditta, vincitrice dell'appalto e poi estromessa, si era rivolta al Tar della Toscana, evidenziando il travisamento di fatto e di diritto che stava alla base degli atti impugnati, ispirati dal parere rilasciato dall'avvocatura dello Stato, secondo la quale in presenza della condanna penale per aggiotaggio patita dal dottor Enrico Consoli, legale rappresentante della società, si sarebbe dovuto procedere all'esclusione. Il nodo della questione risiedeva appunto nella natura della condanna, peraltro dichiarata dal concorrente in sede di gara. Alla fine il giudice ha dato ragione alla Pulitori e Affini spa, disponendo l'annullamento degli atti che avevano portato alla mancata aggiudicazione definitiva. Il ministero dell'Interno dovrà adesso dare esecuzione al primo contratto, con tutte le condizioni ed i presupposti di validità ed anche di efficacia. (gb)
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