La manifestazione
Premio Capalbio, continua la bagarre
Palmiro Nardi difende il sindaco: «Ci vuole rispetto per il cerimoniale»
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CAPALBIO. La querelle sorta due settimane fa sul Premio Capalbio non si è ancora esaurita. Perché da una parte c'è la Fondazione Epoké che sta cercando di ricucire lo strappo, dall'altra ci sono interventi illustri e dall'altra ancora c'è chi spezza una lancia a favore del sindaco Luigi Bellumori, "reo" di aver tuonato perché rimasto (lui e i rappresentanti delle istituzioni) senza sedia. A Palmiro Nardi, uno dei fondatori del Premio, le parole rivolte a Bellumori, non sono andate giù. Soprattutto quelle del consigliere diplomatico di Giorgio Napolitano, Rocco Cangelosi. «Mi è sembrato che non si voglia superare il momento di empasse che si è creato - scrive - e voler negare che l'accaduto lamentato dal sindaco non sia vero e che tutto si possa invece concentrare sulle bizze di Bellumori mi impone eticamente di intervenire nella questione. E mi permetto di farlo perchè sono uno dei due soci fondatori dell'associazione Premio internazionale Capalbio economia». Nardi richiama al rispetto delle istituzioni e anche all'importanza del cerimoniale. «Bisogna tenere presente - dice - che il sindaco e il presidente della Provincia stanno a questa terra come il presidente della Repubblica sta alla nazione e in tutte le cerimonie a cui partecipa siede in prima fila come è giusto, con accanto le più alte Autorità di quella occasione. Raramente si vedono mogli, figli, parenti in prima fila accanto alla carica locale o nazionale più importante». Per nardi, chi ha organizzato la manifestazione avrebbe potuto fare tutto perfettamente. «Ritengo modestamente che l'organizzazione dell'evento sia sfuggito di mano un po' a tutti e proprio per questo confido che anche un'esperienza non ben riuscita - dice ancora - che non ritengo debba essere definita negativa, possa servire per migliorare l'attenzione e anche la collaborazione tra le istituzioni e gli organizzatori». Nardi, comunque, non le manda a dire dietro. «Devo ringraziare Rocco Rocco Cangelosi e la sua famiglia - scrive - che si è prodigata perchè gli ospiti illustri potessero godere di privatissimi convivii e interpretariati e ricordo anche all'avvocato Aringoli che per il futuro potrebbe avvalersi anche di organizzazioni meno impegnative e per le quali, quando sono state opportunamente remunerate tutto è finito». Ma, detto questo, per Nardi non si può non riconoscere il merito dell'evento. «Sarei dispiaciuto - dice - dopo aver sopportato molti sacrifici, nella parte iniziale (inclusi tutti i cerimoniali i convivi e varie spese economiche) di vedere questa prestigiosa, ma non ben gestita iniziativa per meri fatti personali, terminare il suo percorso. Invito quindi tutti ad una maggiore riflessività, ma non ringrazio nessuno per avere concesso al sindaco il diritto di parola e gli otto minuti (sic). Il sindaco rappresenta (tanti o pochi che siano tutti i cittadini indigeni e ospiti, turisti, extracomunitari, persone semplici e vip. E non accetto anche se si deve rilevare qualche piccolo inconveniente, che venga offeso o che comunque qualcuno gli rinfacci di averlo gratificato. Anche se Capalbio è piccolo il sindaco è il primo cittadino e gli è dovuto da tutti il massimo rispetto».
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