Il Tirreno

Grosseto

Nasce il terzo polo del commercio

Guido Fiorini
<strong>INDIPENDENTI. </strong>A sinistra Giampaolo Baldi; a destra folla in centro per la notte bianca
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INDIPENDENTI. A sinistra Giampaolo Baldi; a destra folla in centro per la notte bianca

Ecco l'associazione di "Indipendenti" da Ascom e Confesercenti

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GROSSETO. È nato il terzo polo del commercio. E se non sta "al centro", come in politica, sta comunque "in centro". Perchè l'associazione Ccsi (Commercianti centro storico indipendenti) si è costituita e chiede pari dignità rispetto ad Ascom e Confesercenti ai tavoli in cui si affronteranno le varie problematiche. Non solo quelle legate alle aperture festive (che vogliono ridurre), ma anche alla promozione, agli eventi, al centro commerciale naturale. E di quest'ultimo vogliono essere i fondatori.  Due giorni fa, su questo giornale, avevamo chiesto, un po' provocatoriamente, ma facendo il nostro mestiere, cosa e chi c'è dietro i comunicati che, a intervalli regolari, e di solito dopo qualche "evento" in centro, arrivano sulla email. E la risposta, ieri pomeriggio, ci è arrivata "fisicamente" in redazione: una ventina di commercianti, guidati dal portavoce Giampaolo Baldi (che rivendica con forza il ruolo, "zittendo" gli altri), sono venuti a spiegarci il loro programma e le loro idee. Fra loro tanti volti noti del commercio cittadino, dall'abbigliamento ai gioielli, tanti titolari di attività: nella nuova associazione mancano solo le grandi catene e i pubblici esercizi, bar e ristoranti.  «Siamo - dice Giampaolo Baldi - un'associazione regolarmente costituita e, senza ombra di dubbio, la più numerosa e rappresentativa del centro storico. Su questo siamo sempre disponibili a contarci e confrontarci con le altre associazioni. E ci fa piacere avere l'occasione, attraverso Il Tirreno, di poter esporre le nostre idee e di consolidarci come associazione che tutela sindacalmente la categoria dei piccoli commercianti, categoria che con i propri prodotti diversifica il centro storico e lo distingue dai centri commerciali, tutti uguali. Una categoria che le due associazioni istituzionali (Ascom e Confesercenti) hanno ormai, alla prova dei fatti, abbandonato».  E l'associazione - spiegano - ha anche un proprio programma. «Vogliamo la riqualificazione del centro storico attraverso azioni strutturali e non promozionali estemporanee. Peraltro queste, anche se fatte da altri, ci vedranno sempre favorevoli, se di buon gusto e regolari. Quindi parliamo di arredo, sicurezza, pulizia, sinergia tra negozi, un sito internet comune, pubblicità istituzionale comune come "Centro Storico Commerciale". Inoltre pensiamo a promozioni alle fasce più deboli della popolazione in alcune ore e in alcuni giorni canonici di apertura stabiliti e che non consistano solamente in una dilatazione degli orari e dei giorni di apertura. E poi l'installazione di cartellonistica turistica per indicare il centro storico e di cartellonistica commerciale. Siamo pronti, inoltre, a collaborare in qualsiasi azione regolamentata e di buon gusto che venga fatta nel centro storico e quindi al monitoraggio e all'analisi delle stesse».  Sul Centro commerciale naturale l'associazione vuole essere "prioritaria e fondatrice": «Una richiesta in questo senso - aggiunge Baldi - l'abbiamo protocollata in Comune lo scorso 27 luglio».  Sui festivi l'associazione è per la regolamentazione: «Consideriamo la regolamentazione delle aperture domenicali e festive come strumento per una sana ed equilibrata concorrenza contro il sopruso della forza dei centri commerciali e della grande distribuzione organizzata. Una regolamentazione che avviene nella stragrande maggioranza dei capoluoghi di provincia della Toscana. Su questo punto ci piacerebbe conoscere, con chiarezza, la posizione di Ascom».  Questi sono i punti chiave del programma, sui quali l'associazione è pronta a battersi. Ma non manca la punzecchiatura all'Ascom. «Ascom con le sue manifestazioni - dicono ancora - attrae forse il consenso popolare ma a spese dei piccoli commercianti, dando la facoltà, ma di fatto obbligando a stare aperti, per ovvi motivi concorrenziali, i commercianti per più ore e più giorni, con disagi a livello familiare e non offrendo altro che alcune locandine e gruppi musicali, che vengono pagati dai pubblici esercizi. Un sistema di troppo facile attuazione che comunque non abbiamo mai boicottato. Ascom Grosseto ha abbandonato il suo mandato di tutela del piccolo commercio puntando sulla visibilità popolare a scapito della difesa degli interessi dei piccoli commercianti, anzi schierandosi sempre dalla parte della Gdo e dei centri commerciali. Ma di questa difesa ci facciamo volentieri carico noi dell'associazione Ccsi».

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