Il Tirreno

Grosseto

POLEMICA/2

Manciano, Lega: «No a spaccature»

Paolo Mastracca

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 MANCIANO. La Lega Nord di Manciano esprime amarezza e dispiacere per la nascita di un nuovo gruppo consiliare (composto da Eleonora Amaddii, Serena Bulgarini, Giulio Detti e dal capogruppo Roberto Denei ndr) che frammenta ulteriormente l'amministrazione Mecarozzi dopo che nella prima fase della legislatura c'era già stata la separazione con l'ex assessore Roberto Bulgarini. Il Carroccio mancianese ritiene che «la creazione di gruppi interni alla maggioranza provoca disorientamento politico e perdita di serietà verso i cittadini. Questi terremoti interni vanificano il progetto di Manciano Comune Aperto, un progetto che i cittadini hanno votato e dal quale è uscita vittoriosa l'attuale amministrazione». Secondo la Lega Nord il pericolo che corre la giunta del sindaco Mario Mecarozzi è quella di ritrovarsi frammentata con la conseguenza di impantanare il processo amministrativo. «I cittadini hanno votato per un cambiamento perché erano stanchi e stufi di una sinistra litigiosa che li aveva governati per 63 anni. Le trasformazioni in atto nella maggioranza riportano a quella disomogeneità politica. Non ci sembra questo un comportamento serio e responsabile nei confronti dei cittadini che hanno espresso il loro voto a favore di Manciano Comune Aperto». Il Carroccio insiste: «Di fronte a questa situazione l'amministrazione non comunica con i cittadini rischiando di perdere la faccia nei confronti dell'opinione pubblica». La Lega sprona il sindaco Mario Mecarozzi: «In un momento in cui la politica ha perso credibilità a tutti i livelli, almeno a livello locale dimostrate serietà e responsabilità al popolo mancianese aprendo un confronto interno serio improntato al gioco di squadra, senza nascondersi nei giochetti di palazzo con gruppi e gruppetti costituiti per avere un po' più di peso o egemonia negli equilibri della coalizione».

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