Il Tirreno

Grosseto

In piazza la rabbia dei lavoratori

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IN PIAZZA. Più di 1500 persone hanno partecipato alla manifestazione

Più di 1.500 persone alla manifestazione organizzata dalla Cgil

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 GROSSETO. I sindaci che sfilano con la fascia tricolore ma anche "in borghese", i lavoratori del Consorzio Etruria, i pensionati, il popolo dei referendum e la politica. Sono tante le anime del corteo che ieri mattina ha sfilato da piazza Rosselli a piazza San Francesco insieme alla Cgil.  Una mobilitazione senza precedenti visto che, sottolinea il segretario della Cgil Lorenzo Centenari, «quando la testa del corteo era già in via Ximenes gli ultimi in coda erano ancora all'inizio di via Manetti». Tanta la gente comune, ma anche tanti i volti della politica e delle istituzioni, come il presidente della Provincia Leonardo Marras, il deputato Pd Luca Sani e la segretaria provinciale dei democratici Barbara Pinzuti. Tanti anche gli esponenti di Sel, tra cui il coordinatore provinciale Davide Buzzetti e la capogruppo in consiglio comunale a Grosseto Cristina Citerni. Anche l'Italia dei Valori ha aderito allo sciopero e in piazza con la Cgil c'erano sia l'assessore Luca Ceccarelli che il consigliere Stefano Rosini. Ha aderito anche la Federazione della sinistra. Presenti con i loro primi cittadini o assessori i Comuni di Santa Fiora, Arcidosso, Castell'Azzara, Gavorrano, Follonica, Grosseto, Orbetello, Magliano in Toscana e Scansano.  La manifestazione è culminata con gli interventi in piazza San Francesco, aperti dalle parole di Centenari. «Siamo in piazza - spiega - per difendere l'asse portante del nostro paese rappresentato dai valori scaturiti dalla Resistenza e dalla Costituzione. Non ci può essere democrazia se non c'è democrazia nel mondo del lavoro». Centenari ha poi dato la parola a punti di vista inediti sulla crisi e sulla manovra. Alla piazza hanno parlato una rappresentante della Rete degli Studenti Medi, Maria Sole Barbieri, che ha parlato del «diritto allo studio che si trasforma in lusso e privilegio per pochi» e della volontà del sindacato studentesco di «contribuire a costruire un modello alternativo di scuola» e il presidente provinciale dell'Anpi Nello Bracalari. «Le feste nazionali del 25 aprile, del 1º maggio e del 2 giugno alla fine sono state risparmiate dalla manovra - osserva Bracalari - ma è grave anche solo il fatto che il governo abbia pensato di toccarle».  La chiusura degli interventi, prima del "Bella ciao" suonato dalla Zastava Orkestar che ha accompagnato musicalmente la manifestazione, è stata invece affidata al segretario generale della Filt Cgil (il sindacato dei lavoratori del settore trasporti, ndc.), Franco Nasso. «Siamo di fronte ad una manovra sbagliata e iniqua - ha detto Nasso - perché a pagare sono sempre i soliti. Il governo deve andare a casa il più presto possibile perché ha la responsabilità di quanto sta accadendo visto che ha ignorato la crisi negandola fino all'ultimo momento». Anche Centenari è d'accordo e prende in prestito, con il consenso degli applausi della piazza, il motto del nuovo movimento femminile. «In queste condizioni si può solo resistere o ribaltare il governo. Se non ora quando?». Sara Landi ALTRI SERVIZI A PAG. 2 e 3

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