Il Tirreno

Grosseto

Due giorni bloccati in aeroporto

Enrico Giovannelli
<b>BEAUVAIS.</b> L&#146;aeroporto, a 80 chilometri da Parigi
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BEAUVAIS. L’aeroporto, a 80 chilometri da Parigi

L'odissea di una famiglia, poi tornata in pullman da Parigi

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 GROSSETO. E' rimasta accampata per due giorni all'aeroporto Beauvais, 80 chilometri da Parigi, una famiglia grossetana, padre, madre e figlioletto: l'aereo della Ryanair che lo scorso sabato sera doveva riportare a Roma circa 50 passeggeri, tutti italiani, era stato cancellato dopo ore di attesa.  E da quel momento è cominciata una vera odissea per gli sfortunati turisti. Poche informazioni, nessuna assistenza, e soprattutto nessun volo di rientro previsto, con la situazione che di ora in ora stava degenerando, fra lamentele e discussioni infinite. Tutto è iniziato al termine di una vacanza di quattro giorni nella capitale francese. Una famiglia come tante che decide di godersi Parigi in tutto il suo splendore settembrino: gita organizzata tramite un'agenzia di viaggi che aveva prenotato albergo e voli aerei. Sabato sera in pullman verso le 19 come previsto l'arrivo all'aeroporto Paris Beauvais, che dista circa 80 chilometri dal centro di Parigi, per prendere il volo di rientro fissato per le 21,20. Ma che qualcosa non andava i passeggeri italiani se ne sono accorti subito: le operatrici facevano difficoltà nell'indicare il check in, con la porta d'ingresso che cambiava quasi ad ogni minuto. Alle 21,15 la compagnia irlandese specializzata in voli low cost indicava finalmente l'ingresso. Ma era solo un tentativo di partenza. Anche il tempo non prometteva niente di buono con un forte temporale sulla zona, con i turisti che hanno pensato ad un ennesimo ritardo anche per le cattive condizioni meteo. Dopo la mezzanotte invece arrivava la sentenza definitiva: volo cancellato e tutti a terra. Qui iniziava il vero dramma per le persone che dovevano rientrare a Roma.  Qualche passeggero decideva di trovare un altro volo, mentre la gran massa delle famiglie, compresi una decina di bambini tutti fra i 3 e i sei anni, erano lasciati da soli all'interno della zona imbarco. Contrattazioni a non finire tra gli addetti della compagnia aerea, i dirigenti dell'aeroporto e anche la polizia che voleva far "sloggiare" i turisti da quel posto. Dopo lunghe e laboriose trattative un primo compromesso: di lì a poco sarebbe arrivato un pullman per riportarli in Italia, a patto che tutti uscissero dal "gate", per fare in modo di non avere responsabilità da parte dello scalo francese, con il rischio che a quel punto anche la compagnia aerea se ne lavasse poi le mani. Le persone seppur titubanti hanno accettato, ma del bus nemmeno l'ombra. Intanto qualcuno avvisava l'ambasciata italiana che si interessava del caso, con le decine di persone rimaste costrette a bivaccare senza acqua, l'aeroporto intanto era stato chiuso per la notte, e in balia di se stessi. La protesta montava, con tanto di filmati e registrazioni di tutte le promesse infrante. Domenica mattina nuovo incontro con i responsabili della Ryanair e dell'aeroporto che riproponevano nuovamente la soluzione del pullman, con i passeggeri che però dovevano pagarselo al costo di 10 mila euro, con un contributo delle autorità aeroportuali. Poi finalmente nel tardo pomeriggio di ieri il pullman arrivava davvero, caricava i turisti e li faceva partire per l'Italia, con la Ryanair disponibile forse solo mercoledì a provvedere ad un nuovo volo.

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