Finanza
Commercio, è frattura
◗
SCONTRO. Da sinistra Giampaolo Baldi, Paolo Regina e la folla sabato sera in centro Gli "Indipendenti" di nuovo all'attacco
3 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. C'è un'iniziativa in centro e, puntuali, riecco i "Commercianti indipendenti", con un comunicato che definisce un "fallimento" l'iniziativa di Ascom e chiede "nuove figure" per ricreare un clima più sereno e fattivo. Si va, ancora, nella direzione opposta a quella prospettata, nei giorni scorsi, da Gloria Faragli, direttore di Confeserecenti, sulle pagine del Tirreno che chiedeva di "lavorare tutti insieme" e di costituire il "Centro commerciale naturale" come unica vera risposta alla crisi. In realtà il commercio grossetano continua ad essere profondamente diviso e anche Confesercenti e Ascom, che da una parte sembrano andare a braccetto in quella entità quasi immateriale che è Rete Imprese, dall'altra non riescono a trovare una linea comune, in particolare sul tema delle aperture domenicali. Altrimenti il "Centro commerciale naturale" si farebbe in una settimana, senza bisogno di tanti appelli all'unità. Adesso sulla scena irrompono (il plurale vale anche in due o poco più) i "Commercianti indipendenti" con una lettera di analisi della serata del 3, quel "sabato delle occasioni" che, nel bene o nel male, ha riempito il centro storico in una calda serata di scirocco. In giro c'era tanta gente, in particolare famiglie con i passeggini. Nel documento tracciano un'analisi della giornata: «È stata un fallimento - scrivono - con appena 19 negozi che hanno allestito il banchetto nella mattina e nel pomeriggio di sabato». E ancora: «I commercianti di una via hanno aperto solo alla sera (5 banchetti)» e «difficile capire se le attività hanno incassato, l'argomento è un tabù». Insomma una critica pesante, almeno per il pomeriggio, mentre ai "commercianti indipendenti" la serata è piaciuta di più «anche se - spiegano - è stato ottimo il risultato per le attività quali bar, ristoranti e gelaterie [...] Si conferma una costante: differenziazione fra attività commerciali e pubblici esercizi». Resta da capire chi sono questi "indipendenti". E qualche interrogativo si pone: si tratta di un'associazione costituita regolarmente da un notaio? Ha uno statuto? E cosa prevede? Propone anche qualcosa o si limita a criticare? E, soprattutto, quanti sono coloro che aderiscono e condividono le istanze portate avanti con questi comunicati che arrivano in redazione? Soprattutto il finale della lettera spinge ad avere qualche perplessità: «Uno spirito più ampio di collaborazione fra tutte le attività è sempre auspicabile - scrivono - ma questo da qualche parte si è ormai perso. Occorreranno tempo e principalmente nuove figure per ricreare un clima più sereno e fattivo». In sostanza l'impressione è che i "commercianti indipendenti" siano un modo per portare avanti, da parte di Giampaolo Baldi (e alcuni suoi amici) una personale battaglia contro l'Ascom, e in particolare contro il direttore Paolo Regina. Il dissenso è legittimo, sia chiaro, ma lo si manifesti creando una vera nuova associazione, con un numero di soci e un programma alternativo. E con questa "forza contrattuale", più o meno numerosa, si vada a sedersi ai tavoli dove si trattano le aperture domenicali, le iniziative, le strategie per il commercio cittadino. Altrimenti si alza solo un polverone che non giova al commercio e neppure al centro storico. (g.fior.)
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
