Il Tirreno

Grosseto

Rocco Cangelosi lascia l’organizzazione della manifestazione dopo le polemiche di sabato scorso

«Caro sindaco, ce ne andiamo»

Francesca Gori
Il consigliere Rocco Cangelosi con il presidente Giorgio Napolitano
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Il consigliere Rocco Cangelosi con il presidente Giorgio Napolitano

Premio Capalbio e veleni: il consigliere di Napolitano sgrida Bellumori

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 CAPALBIO. Lo strappo ancora non si è ricucito tra il prestigioso Premio Capalbio e il sindaco Luigi Bellumori che qualche giorno fa ha notificato lo "sfratto" alla manifestazione. La polemica si trascina. E mentre la Fondazione Epoké che organizza l'evento sta cercando di fumare il kalumeth della pace con l'amministrazione, a tuonare contro Bellumori e i suoi è Rocco Cangelosi, rappresentante permanente all'Unione europea e consigliere diplomatico di Giorgio Napolitano. Niente meno.  Quando succedono certe cose, a Capalbio, ad arrabbiarsi quasi mai sono i cittadini del borgo. Sono i big della politica, dell'economia, dello spettacolo. Perché la Piccola Atene ha una sua peculiarità: quella di essere diventata la riserva indiana dell'Italia che conta. E così capita che a scrivere una lettera piccata a Bellumori sia il consigliere diplomatico del presidente della Repubblica. «Sono rimasto sorpreso della sua assenza, presumo ampiamente giustificata, alla manifestazione dedicata al 150º dell'Unità d'Italia - scrive Cangelosi - in programma sabato con Raffaele La Capria, Marcello Sorgi, i rappresentanti della guardia costiera di Lampedusa premiati per il loro impegno civico e morale nel soccorso in mare degli emigranti». Una lettera che si apre se non con una tirata d'orecchie, almeno con una sottolineatura, quella dell'assenza all'appuntamento dell'amministrazione, sindaco in testa. «Dal 2007 contribuisco volontariamente, insieme al presidente Amato, all' organizzazione del premio Capalbio Europa "gratis et amore Capi Albi", coinvolgendo anche la mia famiglia, con mia moglie cittadina capalbiese e iscritta nelle liste elettorali del Comune che cura gli eventi conviviali legati a tali manifestazioni e mia figlia che, insieme al marito, di nazionalità francese, assicura, quando necessario traduzione e interpretariato - dice ancora - e in queste occasioni il sindaco ha avuto sempre l'opportunità di intervenire aprendo il dibattito con un suo discorso introduttivo e leggendo il messaggio del Presidente della Repubblica, che immancabilmente ogni anno ha accompagnato la manifestazione». Così è stato anche in occasione della tavola rotonda del 27 agosto, quando si è consumato lo strappo tra il primo cittadino e la Fondazione che organizza il Premio. I posti a sedere riservati da parte del Comune per autorità e non erano 38. Bellumori è stato costretto a stare in piedi, i rappresentanti delle forze dell'ordine e della Prefettura in seconda fila. «Spettava al Comune - dice il consigliere di Napolitano - provvedere a mantenerli di fronte a una piazza traboccante con numerose persone in cerca di un posto a sedere».  Posti che però, sono stati occupati da personalità sì, ma che con il territorio poco avevano a che vedere suscitando l'ira del sindaco.  Un'ira che a Cangelosi non è piaciuta. «Per quanto mi concerne - scrive nero su bianco - la prego di considerare esaurita ogni forma di collaborazione con la presente amministrazione». Un divorzio che pesa, almeno nel parterre de roi dei frequentatori della Piccola Atene. «Il sindaco può certamente adottare decisioni relative al territorio comunale o alla piazza del paese sulla base di ragioni di opportunità o di ordine pubblico - conclude - ma come amministratore, non le sfuggirà, che ogni decisione deve essere adeguatamente motivata, soprattutto se quello che viene concesso a taluni viene negato ad altri».

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