Il Tirreno

Grosseto

Da Siena le indicazioni sul mantenimento degli arredi del negozio

Vincolo della Soprintendenza sull'ex Libreria Popolare

<b>PATRIMONIO DA SALVARE.</b> L&#146;ex Libreria Popolare
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PATRIMONIO DA SALVARE. L’ex Libreria Popolare

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 GROSSETO. Per decenni negozio di scarpe, poi la rinascita come libreria e nel futuro potrebbe esserci anche il riconoscimento come luogo di interesse storico-artistico. Almeno è questa l'intenzione della Soprintendenza per i beni storici, artistici ed etnoantropologici che ha avviato il 22 luglio scorso il procedimento amministrativo per dichiarare gli arredi e gli allestimenti interni ed esterni della ormai ex Libreria Popolare "beni di interesse particolarmente importante" ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio del 2004.  Adesso la parola spetta alla Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Regione Toscana che ha tempo 120 giorni dalla data di avvio del procedimento per adottare il provvedimento: entro fine novembre dunque si conoscerà la risposta. La proposta di vincolare l'immobile situato alla confluenza tra via Ricasoli e via Mazzini e con affaccio su piazza del Sale almeno per quanto riguarda gli "arredi pertinenziali" è corredata da una relazione storico-artistica e da una ricca documentazione fotografica. Il confronto tra la cartolina d'epoca e un'immagine dei giorni nostri dimostra come il tempo, in quell'angolo di centro storico, è passato ovunque. Tranne che in quei locali. Tra gli arredi di interesse storico da sottoporre a vincolo la Soprintendenza elenca il pavimento in graniglia con decori floreali, le scaffalature a tutta parete, i banconi, il lampadario in ferro battuto e perfino i vecchi interruttori elettrici in bachelite. Ma anche l'esterno non è da meno perché conserva tutti gli elementi dell'allestimento originario della vecchia calzoleria, dalle vetrine ai pannelli espositori fino alla tettoia che corre sopra le vetrine e ai lampioni. Il negozio, ricorda la Soprintendenza, risale ai primi anni Venti del Novecento e gli arredi di gusto Liberty furono realizzati su disegno di Ivaldo Reggiani, professore di disegno e ornato della Scuola di Arti e Mestieri operante a Grosseto dal 1913, come ricorda anche Luca Quattrocchi, docente di architettura all'Università di Siena, in un suo saggio all'interno del catalogo della mostra diffusa del 2006 "Arte in Maremma nella prima metà del Novecento". Nella trasformazione da negozio di scarpe a libreria (agli inizi degli anni Novanta) gli arredi originari sono stati conservati e sono stati aggiunti solo il ballatoio e la scala a chiocciola «senza incidere - sottolinea la Soprintendenza - sull'armonia originale dell'insieme». L'interesse del negozio in stile Liberty è accresciuto peraltro dalla particolare collocazione dell'immobile che fa parte integrante secondo la Soprintendenza di un insieme di luoghi da tutelare e salvaguardare nel loro complesso: la medievale Porta Vecchia, la parte di Mura che delimita piazza del Sale e il Cassero del Sale.

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