Il dolore
Ordigni in fondo al mare
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COMANDANTE. Giorgia CapozzellaDivieto di ormeggio davanti all'Argentarola
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PORTO SANTO STEFANO. Certi ritrovamenti sui fondali marini, non possono che suscitare qualche perplessità. Ma capita ancora che, a distanza di più di sessant'anni dall'ultimo conflitto mondiale, il mare restituisca i segni di quella guerra. È successo anche ieri. E ora, finché non arriveranno i sommozzatori, in quello specchio d'acqua è vietato tuffarsi. I fondali davanti al lato sud dell'isolotto Argentarola sono tra quelli più battuti della costa dell'Argentario da almeno 50 anni. Eppure vi si rinvengono ancora ordigni, o almeno, come dice il comandante della guardia costiera Giorgia Capozzella «presunti» residuati bellici. Gli oggetti giacenti sul fondo del mare sarebbero otto delle dimensioni cinquanta per venti centimetri ciascuno. Si sa anche il punto-nave del ritrovamento ad una profondità del mare di circa 15 metri. A questo punto l'autorità marittima ha emesso un'ordinanza che vieta il transito, la sosta, l'ancoraggio, l'immersione e la pesca in qualsiasi forma nello specchio acqueo interno alla circonferenza avente un raggio di 100 metri dalle coordinate di cui sopra. Il tutto in attesa del nucleo sommozzatori della marina militare che dovrà verificare: il ritrovamento; constatare a che epoca risalgono gli ordigni; se sono stati trasportati in quel punto da poco o da molto tempo e decidere sull'eventuale loro recupero o brillamento. R.W.
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