Finanza
Nel 2012 il nuovo ospedale e... i tagli
Guido Fiorini
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NUOVO OSPEDALE. Nelle due foto, a sinistra il rendering del progetto, a destra larea dove la nuova ala sorgerà Mariotti: «Dalla Regione potrebbero arrivare dai 15 ai 20 milioni in meno»
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GROSSETO. Se l'azienda sanitaria grossetana nel 2007 era ultima nelle valutazioni del Sant'Anna e ora è prima non dipende solo dall'equilibrio di bilancio, che è comunque un fatto positivo, ma da oltre 250 parametri diversi: il direttore generale dell'Asl 9 ribatte punto su punto ai sindacati dei medici. E al tempo stesso annuncia che entro l'anno, o all'inizio del 2012, aprirà il cantiere del nuovo ospedale. L'anno prossimo, però, non sarà un anno facile: dopo i sette milioni di euro in meno arrivati nel 2011, la Regione potrebbe tagliare ancora i trasferimenti a Grosseto, per una cifra fra i 15 e i 20 milioni, una mazzata per un bilancio come quello dell'Asl: «Non abbiamo fatto alcun taglio ai servizi ai cittadini per ora - dice Fausto Mariotti -, ma se sarà così allora dovremo per forza rivedere qualcosa». Il Mes. Le valutazioni positive sull'Asl 9 del Mes (Management e Sanità, il laboratorio di ricerca e formazione per il management dei servizi alla salute della scuola Sant'Anna di Pisa) non sono legate solo al bilancio - spiega Mariotti - ma a numerosi parametri che, tutti insieme, disegnano una crescita complessiva della sanità maremmana. «Il bilancio è solo un aspetto preso in considerazione, ma in totale i parametri sono 252, divisi in varie aree: la qualità dei servizi, la valutazione dei cittadini, la valutazione dei dipendenti (entrambe raccolte in modo anonimo), la capacità di raggiungere obiettivi su progetti regionali e, per ultimo, l'equilibrio economico e finanziario. Se in tre anni siamo così migliorati, quindi, non è solo una banale questione di soldi e non può che essere una cosa positiva, per l'azienda e per i cittadini». Il bilancio. Ma l'accusa dei medici è quella di aver raggiunto l'equilibrio di bilancio con i tagli ai servizi. «Non abbiamo, al momento, fatto alcun taglio - dice ancora il dg dell'Asl -. Ma credo che, in un'amministrazione pubblica, il pareggio di bilancio sia un dovere etico, l'Italia non sarebbe dov'è se fosse così per tutti. Noi l'abbiamo raggiunto nel 2009 e nel 2010. Anche nel 2011, nonostante un taglio di 7 milioni dalla Regione, ci stiamo provando. Ma la spesa per il personale non dipende dalle nostre scelte, ma è "governata" da una norma della finanziaria nazionale che ci imporrebbe di spendere l'1,4% in meno di quanto speso nel 2004: nel 2010 vorrebbe dire 10 milioni di euro da tagliare. Questo, per noi, è un vincolo di legge, sul quale non ho sentito proteste da parte del dottor Brescia. E l'anno prossimo la Regione avrà dallo Stato dai 350 ai 400 milioni in meno: se sarà così a noi arriveranno dai 15 ai 20 milioni di euro in meno. Anche su questo Brescia non ha protestato. Sarà forse perché ha fatto domanda di pensione per dedicarsi all'attività professionale privata?» Gli incentivi. Ci sono comunque gli incentivi. Qualcuno li ha ritenuti "poco etici" in questo momento delicato per il paese. «Anche su questo sarà bene chiarirsi - dice Fausto Mariotti -. Stiamo parlando di incentivi relativi al 2009, per i direttori. E i medici hanno già avuto anche quelli per il 2010. Nell'Asl le differenze di stipendio sono assai relative: i direttori prendono una media di 130mila euro, senza gli incentivi, che sono a parte. I primari sono sui 110mila, i medici anziani fra 80 e 90mila, i più giovani fra 60 e 80mila: ma tutti questi senza considerare la libera professione, che è a parte. Insomma, non vedo tutta questa rivolta da parte dei dottori». Poi ci sono le guardie notturne. «Anche qui abbiamo una trattativa in corso, proprio con i sindacati dei medici, non c'è nulla di deciso, ne stiamo parlando. Ci sono posizioni tecniche diverse, ma sono tutte compatibili con gli standard di qualità previsti dal ministero». Le liste d'attesa. Prendendo spunto dalla protesta di una signora, sul nostro giornale di ieri, Fausto Mariotti chiude spiegando il meccanismo delle liste di attesa: «Da noi sono trasparenti: la signora poteva chiederle al nostro Urp, invece che al Tirreno, le avrebbe avute subito. Ma a parte il caso specifico, noi le teniamo centralizzate, proprio per averle sempre sotto controllo e renderle pubbliche, non sono più da tempo nella disponibilità solo dei singoli medici. Ed è normale che, in estate, avviene così in tutti gli ospedali del mondo, calino alcuni tipi di intervento, quelli meno urgenti. E nel caso della signora siamo comunque nei tempi di legge, che prevedono 90 giorni».
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