Sicurezza
Lav: «Rabazzi dia i nomi e noi li denunceremo»
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GROSSETO. Per la Lav sono inqualificabili e assurde le parole del presidente della Cia, Enrico Rabazzi, che alla presentazione del progetto Ibriwolf della Provincia di Grosseto, finalizzato alla tutela dei canidi e alla salvaguardia delle greggi in modo non cruento, ha affermato che gli allevatori hanno ucciso molti lupi e che a suo parere hanno "fatto bene". «Rabazzi è evidentemente buon rappresentante della categoria sanguinaria degli allevatori - afferma Giacomo Bottinelli, responsabile Lav Grosseto - che vivono sulla morte degli animali e non contenti chiedono di imbracciare il fucile anche contro lupi e cani vaganti, sostenuti da politici scellerati in cerca di voti nella melma di una sottocultura facile da lusingare». «Le azioni di prevenzione non cruenta sono le uniche - prosegue Bottinelli - che garantiscono efficacia nel tempo e salvaguardia dell'ambiente e delle specie. Visto che il presidente della Cia non si vergogna faccia i nomi degli allevatori che hanno ucciso lupi e cani e grazie alla sua testimonianza procederemo a una immediata denuncia ai sensi del 544bis del codice penale nonché di altri articoli di legge. L'allevamento oltre ad essere crudele è fonte di grave inquinamento lungo la sua intera filiera produttiva, come attestano recenti studi della Fao, contribuendo in maniera maggiore dei trasporti alla produzione di gas serra, senza contare i consumi di acqua, di territorio e di risorse direttamente destinabili al consumo umano».
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