Sicurezza
Fantini e accordi nervi tesi in paese per la gara dell'8
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IN GARA. Alla conquista del Palio3 MINUTI DI LETTURA
CASTEL DEL PIANO. Il momento più atteso di tutto l'anno, a Castel del Piano è arrivato. È festa grande, quella legata alla Santissima Madonna delle Grazie, al palio dell'8, ai cortei storici, alle cene propiziatorie, alle sbandierate. E ogni anno si rinnova la grande illusione, per il paese, di essere una piccola Siena. Castel del Piano ha, infatti, una micropiazza del Campo, gli stessi fantini e cavalli, e la stessa passione contradaiola, fatta di lacrime e sangue. Ma questo Palio, spesso legato a filo forte a "suggerimenti" senesi, ci sono molti che lo vorrebbero autonomo e libero. «Siamo cresciuti - commenta il capitano delle Storte Gabriello Ceccarelli - e siamo in grado di gestire da noi tutto il palio». E anche Alessandro Pasqui, capitano del Borgo, assai diplomaticamente osserva: «Vorremmo essere in grado di mantenere una nostra identità di contrada e di carriera "ciola". Questo non è certo un voler distaccarsi da Siena a cui siamo legatissimi per storia; e non si può certo negare che cavalli e fantini della nostra giostra sono gli stessi (o quasi) del palio senese». A questo proposito, la lunga lista di cavalli (più di 30 iscritti alla tratta) mostra, appunto, nomi collaudati in piazza del Campo, altri sono lo zoccolo duro di Piazza Garibaldi (Istrix, Isopac, Igor de Mores). Non mancano new entry «che potrebbero essere ottime sorprese», affermano all'unisono Ceccarelli e Pasqui, che citano Ninos, Nerone, Melissa Bella e Mary Monella. Invece, sui fantini, le bocche dei Capitani sono cucite. Ma tuttavia dei nomi circolano insistentemente fra i contradioli, anche se la segnatura delle monte avverrà entro le 12 dell'8 settembre. Il fantafantino dà al Monumento o Pusceddu o Salasso, già montati in passato dal Borgo, mentre al Poggio, si suggerisce nei corridoi palieschi, potrebbe andare Virginio Zedde o Caria detto Tremendo. E d'altra parte il plurivittorioso espertissimo di Piazza Garibaldi Giuseppe Zedde che nel 2010 portò il palio ai rossoblu del Monumento, è infortunato e non potrà correre, così come non ci sarà lo storico principe della piazza e fantino di casa delle Storte Mario Canu. E chissà con quale casacca potrebbe correre Mureddu (Filuferru), che ben conosce la Tonda di Casteldelpiano e che donò al Borgo il palio 2009. Circola anche il nome di Siri e quello di Mulas. Ma per vincere non basta cavallo e fantino, ci vogliono gli alleati, questo si sa. Le contrade avversarie per storia sono Borgo e Monumento e qui non ci piove. E quest'anno al Poggio proprio non converrà incrinare la antica alleanza col Monumento con cui è in credito di un favore per il palio 2010. Le Storte, amiche del Borgo, sembrano, tuttavia, voler una maggiore libertà: «Siamo aperti a collaborare con tutti - afferma Ceccarelli, che è convinto sia arrivato il momento di smorzare le rivalità eccessive che durano anche tutto l'anno - Ma col Borgo abbiamo un buon contatto di collaborazione già aperto e provato. Noi ce la mettiamo tutta per vincere». E Pasqui dal canto suo afferma: «Il Borgo non ha l'ossessione di vincere come nel 2009, ma ci piacerebbe dire la nostra in piazza e questo si può fare essendo protagonisti in tanti modi, non solo portando il palio in sede». Ma allora chi sono le contrade che questa vittoria non se la vogliono lasciar sfuggire? Un totopalio che si restringe a due nomi: Poggio, la nonna, con ultimo palio vinto nel 2006 e Storte che ha il 2007 come ultima data nel suo palmares e che, dunque, pur appoggiandosi al Borgo, non esclude anche altri accordi. «Ma cambi di strategia non sono mai esclusi, afferma Pasqui e poi il Palio va in modo naturale, spesso e con sorprese finali». E di sorprese è in attesa tutto Casteldelpiano. Adesso basta avere pazienza per vederle svelate.
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