Il dolore
Disco verde dei cittadini «A patto che si risparmi anche noi»
Claudia Della Verde
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CAPALBIO. Idee poco chiare sulla costruzione dell'impianto a biomasse alla Torba. Non tutti sono aggiornati sui progetti ed in molti palesano una certa preoccupazione per quanto riguarda l'impatto ambientale. Fra questi c'è il signor Roberto Dominici, gestore dello stabilimento balneare Macchia Tonda. «Inciderà più sul Frigidaire che su di noi - spiega Dominici - per quanto mi riguarda non ho ancora preso una posizione, sento gli umori, quello sì, molti sono allarmati per le dimensioni della cupola che andrà ad impattare sull'ambiente e per il cattivo odore che produrrà l'impianto». Netto schieramento arriva dal vicino bagnetto, dove il titolare non nasconde il suo entusiasmo per l'opera. Di opposta opinione è invece Sandro Frullatori, titolare di un esercizio commerciale a Capalbio, che si dichiara sfavorevole alla scelta della costruzione, pur prendendone in considerazione i vantaggi. «Non sono totalmente contrario all'impianto - afferma - se macerassero semplicemente grano non ci sarebbero problemi, sono piuttosto spaventato da tutto quello che comporterà questa attività. Mi riferisco al passaggio di mezzi pesanti per gli spostamenti ed al cattivo odore. I capalbiesi dovrebbero piuttosto intraprendere una battaglia per far sì che questa sia una scelta utile a tutta la cittadinanza». Frullatori parla dei 999 chilowatt giornalieri prodotti dall'allestimento, che comporterebbe una sostanziosa diminuzione dei costi sulla corrente elettrica se l'energia fosse spartita equamente tra tutti i residenti. «Sono pronto a scendere in strada se necessario - conclude Frullatori - mi auguro che il progetto, questa volta, sia fatto a favore della comunità e non per un semplice tornaconto personale».
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