Il Tirreno

Grosseto

IL PUNTO

Cinque domande per il sindaco

Guido Fiorini

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Qualche domanda al sindaco Bonifazi, alla vigilia della scadenza dei primi cento giorni (oggi sono 97) del nuovo governo cittadino, peraltro in continuità con il precedente. Tante domande riassunte in una sola: dei grandi temi della campagna elettorale, dei pilastri del programma, cosa è stato portato avanti? O, almeno, iniziato?  Il sindaco ha tenuto per sé, scelta pesante per una città grande come Grosseto, la delega all'urbanistica. E questo, con un regolamento urbanistico in corso di approvazione e che fa acqua da tutte le parti, è certo un freno all'azione amministrativa nel suo complesso. Ma le perplessità sui grandi temi, le colonne del patto con la gente, non le abbiamo solo noi, ma le raccogliamo ogni giorno in città dai "grandi elettori" di Bonifazi, quelli che gli hanno dato fiducia e consentito la vittoria.  Il Piuss. I conti di aprile e maggio sono gli stessi di adesso. Per il Centro di documentazione sugli Etruschi si sapeva prima del voto quanto avrebbe messo la Regione e quanto doveva mettere il Comune. È stato "venduto" come il trampolino per il rilancio turistico-culturale della città. Ora c'è una "pausa di riflessione", frase in politichese che vuol dire "non si sa più se si fa". Sindaco (e assessore Monaci) dicano chiaro alla città quando e come sarà fatto.  Le Mura. Crediamo che possano essere il simbolo della rinascita di Grosseto, ma per tutta l'estate sono state usate solo per qualche spettacolo, senza neppure l'agibilità delle strutture. Si è parlato di luci, locali, percorsi, manutenzione. Si è parlato del bastione Maiano, ancora desolatamente ferito da quell'orrendo pistone di cemento armato e invaso dalle erbacce. C'è un progetto? Quali sono i tempi?  La sede del Comune. Nell'ex ospedale fu fatta anche una conferenza stampa: "da qui ripartirà l'azione amministrativa con la sede unica del Comune". Poi, più nulla. Come procede il progetto? E il bando? È stato abbandonato?  La Chelliana. Che scontro sulla biblioteca a primavera! Chi la voleva in città, chi la voleva fuori dalle Mura. Certo è che l'antico palazzo, sede di un'altra conferenza stampa in campagna elettorale (solito ritornello "si riparte da qui"), continua a essere lì, abbandonato, con infiltrazioni di acqua dal tetto, in attesa di conoscere il futuro. Anche i cittadini vorrebbero sapere cosa accadrà. E "se" accadrà.  Roselle. Se da una parte gli scavi versano in condizioni penose, dall'altra il Comune aveva annunciato un progetto per un nuovo punto di accoglienza dei turisti, un rilancio di un polo di grande attrazione, peraltro collegato al Piuss. Che fine ha fatto?  Cinque temi che la gente ci ha sollecitato a porre. Aspettiamo cinque risposte.

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