Finanza
BIANCHINI SUL GIUDICE DI PACE
«Altro servizio che perdiamo»
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ARCIDOSSO. La questione dell'ufficio del giudice di pace di Arcidosso in odore di accorpamento con gli uffici centrali di Grosseto, si aggiunge alla lunga lista di perdite di servizi da cui l'Amiata è colpita a morte ormai da anni. Questa è l'ultima goccia nel mare magnum delle cancellazioni, delle razionalizzazioni, dei tagli. Un problema che, sollevato dall'avvocato Marcello Bianchini della lista Poche chiacchiere, ha suscitato la reazione dei due sindaci di Arcidosso e Castel del Piano Landi e Franci che hanno detto chiaro e tondo che i soldi per mantenersi il giudice non ci sono e che molta altra è la carne al fuoco. Ma Bianchini insiste e prospetta due soluzioni, una immediata e una a più lungo termine. La prima soluzione, afferma Bianchini, è che se ne faccia carico l'Unione speciale dei comuni, visto che qui si gestiscono servizi associati. Ma quella a lungo termine interessa di più Bianchini che fornisce anche delle cifre e fa dei conti: «Nel 2010, afferma, i costi della politica in 4 comuni dell'Amiata sono stati i seguenti: 55000 euro Casteldelpiano, 42.000 Arcidosso, 42.000 Santa Fiora, 23.000 Seggiano. Se di 4 comuni se ne facesse solo uno i costi sarebbero quanto meno dimezzati e ci si potrebbe pagare il servizio del giudice di pace. Senza considerare, aggiunge, che un paio di giorni fa il sindaco di Portoviro nato dalla fusione di due comuni ha dichiarato che come premio di questa operazione Portoviro riceve 6 milioni di euro per 6 anni. Altro che servizi ci potremmo garantire. Solo chi si impunta sulle cose non lo riconosce». F.B.
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