La manifestazione
Gloria Faragli, direttore di Confesercenti, chiede più coesione e progetti comuni
«Liti e divisioni ci penalizzano»
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DIRETTORE. Gloria Faragli di ConfesercentiNo ad altre aperture festive: «Regalo alla grande distribuzione»
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GROSSETO. Nel dibattito sul commercio a Grosseto interviene, con decisione, il direttore di Confesercenti Gloria Faragli. Che, in vista di un incontro sul tema programmato dall'assessore Cerciello, ribadisce la posizione dell'associazione contraria a ulteriori aperture domenicali. E chiede di arrivare finalmente alla costituzione del centro commerciale naturale. Il suo intervento arriva due giorni dopo quello di Giampaolo Baldi, di un gruppo di commercianti indipendenti che, nei giorni scorsi, ha attaccato duramente Paolo Regina di Ascom, fra l'altro usando toni dai quali "Il Tirreno", che li ha ospitati sotto forma di intervento, si dissocia totalmente. «Confesercenti Grosseto - scrive Gloria Faragli - è intervenuta da subito contro la liberalizzazione degli orari e delle aperture delle attività commerciali ritenendo che sia un regalo alla grande distribuzione. E senza scomodare i direttori di mezza Italia, compresi miei colleghi toscani, come ha fatto il portavoce di alcuni commercianti del centro storico cittadino Giampaolo Baldi, sono intervenuta contro la scelta. Del resto la nostra posizione per una regolamentazione delle aperture domenicali in città è non soltanto nota ma è coerente con quanto espresso nelle sedi opportune, quelle concertative del Comune. Mentre assistiamo ad invocazioni di autonomia dalle organizzazioni di rappresentanza del commercio e del turismo ci giunge la convocazione per una riunione sull'ordinanza che regolamenta le aperture nelle giornate di domenica. Vogliamo auspicare che si tratti di una "campagna di ascolto" da parte dell'assessore e non piuttosto di tentazioni affrettate su quanto la manovra economica ha previsto per la liberalizzazione degli orari, senza tenere conto che le modifiche al titolo V della Costituzione attribuiscono alle Regioni la competenza di questa materia». La Faragli non perde occasione anche per bacchettare l'assessore: «Del resto colpisce che l'assessore Cerciello abbia tenuto a dire che le istanze poste dai commercianti di cui Giampaolo Baldi è portavoce fossero condivisibili ed importanti e non abbia usato la stessa attenzione a quelle poste da Confesercenti all'indomani del suo insediamento, molte delle quali coincidevano con le loro, riguardo alla cura che il centro storico della città di Grosseto merita, ma anche proposte che potessero incidere in modo più strutturale su questo comparto economico che dimostra ormai segni importanti della crisi». E così Confesercenti dice la sua su quanto sta avvenendo in città: «Certi - scrivono - di aver rappresentato le istanze del settore, ma anche mettendo a disposizione strumenti che possano incidere positivamente sulla tutela e sulla crescita delle imprese commerciali di vicinato. Nostro è il lavoro quotidiano per garantire servizi alle imprese, per sostenerle nelle fasi di particolare difficoltà come questa, dall'accesso al credito, alle politiche contrattuali e del lavoro, all'assistenza tecnica. O si pensa, in alternativa a questo, di arrivare alla contrattazione di secondo livello in materia di lavoro, cosa che ci vedrà impegnati nei prossimi mesi senza le rappresentanze sindacali dei datori di lavoro? O si pensa che una situazione di grave difficoltà come quella che stiamo vivendo si risolva con le divisioni e rivendicazioni che pongono al centro delle soluzioni le luminarie accese qualche giorno prima e qualche iniziativa di animazione? Certo queste devono essere svolte ed hanno una loro importanza di attrazione, ma non possono da sole rappresentare la panacea di tutti i mali. Sono convinta che servano semmai interventi più strutturali che possano incidere sulla crescita del tessuto economico». E quindi basta divisioni, dice Faragli: «Pongo una questione: il punto è quali soggettività mettere in campo alternativamente o serve unità di intenti? Il Centro Commerciale Naturale la cui costituzione abbiamo proposto, lo vogliamo costituire o no? O per questo si vuole perseguire una strada impraticabile? Il dibattito sta assumendo toni importanti anche in merito alle iniziative, dibattito che mette in evidenza la stretta correlazione tra il commercio ed il turismo, tra chi vuole una città viva e chi la interpreta come bacchettona. Voglio sperare che si riesca ad individuare un modo identitario di proporci nel nostro territorio, certo le buone pratiche possono essere copiate o riproposte, dal Salento all'Andalusia, ma sono certa che con il contributo di tutti, il nostro tratto distintivo possa essere tracciato, valorizzando anche quanto già di buono è stato fatto. Noi siamo disponibili a dare il nostro contributo, ma per farlo è necessaria una discussione trasparente, un luogo condiviso, istituzionalmente riconosciuto, dove questo possa avvenire. Questa è la richiesta che avanziamo all'amministrazione Comunale di Grosseto e a tutti quegli imprenditori che hanno a cuore la crescita e lo sviluppo».
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