Attenzione
Due milioni per salvare le greggi
Maurizio Bernardini
Via al progetto della Provincia "Ibriwolf" finanziato dall'Unione Europea
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GROSSETO. Due milioni di euro per un progetto che al tempo stesso vuole tutelare i lupi e salvaguardare le greggi di pecore. Parte in questi giorni "Ibriwolf", iniziativa capeggiata dalla Provincia di Grosseto.
L'Unione Europea ha riconosciuto, infatti, la bontà del programma dedicato alla salvaguardia della popolazione di lupi in Italia ed alla riduzione dei danni alle greggi ovine causati, secondo gli esperti, dallo squilibrio tra lupi ed ibridi classificando sostanzialmente quest'ultimi come minaccia per il bestiame.
Al progetto partecipano attivamente, oltre alla Provincia di Grosseto l'università La Sapienza di Roma, il Wwf, la Comunità Montana Monte Amiata, la Asl ed il Parco della Maremma.
L'organo europeo si è dimostrato estremamente interessato alla questione tanto da elargire un milione e settecentomila euro per il suo concreto sviluppo mentre poco meno di trecentomila saranno messi a disposizione dalla Provincia grossetana sotto forma di manodopera ed altri trecentomila dagli altri partner dell'iniziativa.
«L'azione sarà divisa in due fasi: la prima di studio, la seconda di cattura degli ibridi con successivo inserimento in aree protette ed adeguate» afferma Luigi Boitani, docente presso il Dipartimento di Biologia e Biotecnologie Charles Darwin di Roma.
Mentre l'assessore provinciale Enzo Rossi, primo curatore del programma, tiene a sottolineare che nessun animale sarà, in alcun modo, abbattuto. Il progetto durerà tre anni e mezzo, a partire dal 30 settembre prossimo, ed interesserà le zone del Parco della Maremma, il Centro Recupero Animali Selvatici di Semproniano e la Riserva Naturale del Monte Amiata.
«Ibriwolf - spiega il presidente Marras - è un impegno concreto e necessario volto a tutelare la dignità del lavoro e la natura. Sin troppe volte quest'argomento è stato trattato in modo semplicistico da parte di tanti, politici di grosso calibro compresi. Spesso - rincara Marras - qualcuno getta frasi che poi generano confusione ed alimentano comportamenti scorretti». Chiaro il riferimento alle dichiarazioni dell'Onorevole Monica Faenzi che, nelle scorse settimane, aveva polemizzato con i gruppi ambientalisti insorti contro la possibilità, emersa in commissione alla Camera, di un eventuale declassamento del lupo a specie non protetta.
Le azioni programmate nel progetto Ibriwolf riguardano sia l'aspetto istituzionale, di cui la Provincia di Grosseto sarà direttamente responsabile, che quello della ricerca scientifica. Sono previsti strumenti per l'identificazione e lo spostamento di tutti gli ibridi di due aree pilota del territorio grossetano, la riduzione della presenza dei cani liberi tramite il loro trasferimento in centri idonei e lo sviluppo di aeree in cui gli ibridi possano essere tenuti in cattività, con visite aperte al pubblico per scopi educativi e di sensibilizzazione.
Dall'altra parte saranno realizzate azioni mirate ad aumentare la consapevolezza tra il pubblico sulla minaccia rappresentata dagli ibridi di lupo; sarà inoltre creata una rete di gruppi di interesse, con la collaborazione delle associazioni agricole ed ambientaliste, per sviluppare soluzioni condivise ed innovative. Il progetto prevede anche l'attivazione di un data-base con tutte le informazioni relative alla presenza di ibridi e lo sviluppo delle linee guida per il controllo di incroci lupo-cane.
L'Unione Europea ha riconosciuto, infatti, la bontà del programma dedicato alla salvaguardia della popolazione di lupi in Italia ed alla riduzione dei danni alle greggi ovine causati, secondo gli esperti, dallo squilibrio tra lupi ed ibridi classificando sostanzialmente quest'ultimi come minaccia per il bestiame.
Al progetto partecipano attivamente, oltre alla Provincia di Grosseto l'università La Sapienza di Roma, il Wwf, la Comunità Montana Monte Amiata, la Asl ed il Parco della Maremma.
L'organo europeo si è dimostrato estremamente interessato alla questione tanto da elargire un milione e settecentomila euro per il suo concreto sviluppo mentre poco meno di trecentomila saranno messi a disposizione dalla Provincia grossetana sotto forma di manodopera ed altri trecentomila dagli altri partner dell'iniziativa.
«L'azione sarà divisa in due fasi: la prima di studio, la seconda di cattura degli ibridi con successivo inserimento in aree protette ed adeguate» afferma Luigi Boitani, docente presso il Dipartimento di Biologia e Biotecnologie Charles Darwin di Roma.
Mentre l'assessore provinciale Enzo Rossi, primo curatore del programma, tiene a sottolineare che nessun animale sarà, in alcun modo, abbattuto. Il progetto durerà tre anni e mezzo, a partire dal 30 settembre prossimo, ed interesserà le zone del Parco della Maremma, il Centro Recupero Animali Selvatici di Semproniano e la Riserva Naturale del Monte Amiata.
«Ibriwolf - spiega il presidente Marras - è un impegno concreto e necessario volto a tutelare la dignità del lavoro e la natura. Sin troppe volte quest'argomento è stato trattato in modo semplicistico da parte di tanti, politici di grosso calibro compresi. Spesso - rincara Marras - qualcuno getta frasi che poi generano confusione ed alimentano comportamenti scorretti». Chiaro il riferimento alle dichiarazioni dell'Onorevole Monica Faenzi che, nelle scorse settimane, aveva polemizzato con i gruppi ambientalisti insorti contro la possibilità, emersa in commissione alla Camera, di un eventuale declassamento del lupo a specie non protetta.
Le azioni programmate nel progetto Ibriwolf riguardano sia l'aspetto istituzionale, di cui la Provincia di Grosseto sarà direttamente responsabile, che quello della ricerca scientifica. Sono previsti strumenti per l'identificazione e lo spostamento di tutti gli ibridi di due aree pilota del territorio grossetano, la riduzione della presenza dei cani liberi tramite il loro trasferimento in centri idonei e lo sviluppo di aeree in cui gli ibridi possano essere tenuti in cattività, con visite aperte al pubblico per scopi educativi e di sensibilizzazione.
Dall'altra parte saranno realizzate azioni mirate ad aumentare la consapevolezza tra il pubblico sulla minaccia rappresentata dagli ibridi di lupo; sarà inoltre creata una rete di gruppi di interesse, con la collaborazione delle associazioni agricole ed ambientaliste, per sviluppare soluzioni condivise ed innovative. Il progetto prevede anche l'attivazione di un data-base con tutte le informazioni relative alla presenza di ibridi e lo sviluppo delle linee guida per il controllo di incroci lupo-cane.
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