Il Tirreno

Grosseto

Bellumori sfratta il Premio Capalbio

Francesca Gori
<b>L&#146;IRA.</b> Del sindaco Bellumori, qui con la Marcegaglia
◗
L’IRA. Del sindaco Bellumori, qui con la Marcegaglia

Sabato c'era un parterre de roi ma le istituzioni sono rimaste in piedi

2 MINUTI DI LETTURA





 CAPALBIO. Il sindaco Luigi Bellumori, quella sedia sfilata da sotto il suo sedere sabato in piazza Magenta, non l'ha digerita. E ha mandato un "preavviso di sfratto" al prestigioso Premio Capalbio. Un divorzio che si è consumato per il cerimoniale che non è stato rispettato: ospiti (istituzionali) in piedi e seduti nelle prime file gli amici degli amici. Del premio, non dell'amministrazione.  Sabato in piazza Magenta c'era il pubblico delle grandi occasioni e un dibattito serio, una tavola rotonda sulla crisi italiana e internazionale: Emma Marcegaglia, Giuliano Amato, Mario Monti, Fabrizio Saccomanni. Le telecamere di Sky pronte a riprendere l'evento, il sindaco con la fascia tricolore, il presidente della Provincia e i rappresentanti delle istituzioni (maremmane, però) con un posto riservato in prima fila. Nulla da fare. Il funzionario della Prefettura è rimasto in piedi, al sindaco non è stata lasciata una sedia, gli interventi che dovevano introdurre la tavola rotonda sono saltati. Un errore, due, tre. Bellumori è andato su tutte le furie. «Se credono di utilizzare piazza Magenta come il salotto buono per mettersi in mostra - tuona - possono tranquillamente spostarsi nel giardino di casa propria». Chiaro e tondo.  La polemica non è sterile, se si pensa alla visibilità dell'iniziativa organizzata dalla Fondazione Epokè, che minimizza. «C'erano tantissime persone in piazza - dicono - un pubblico così non ce lo aspettavamo. È possibile che sia saltato qualche posto. Ma il sindaco ha fatto il suo intervento, come tutti gli altri. La scaletta non è cambiata. Anche Rutelli era in piedi, per far sedere una donna».  Se la Fondazione Epokè cerca di salvare il salvabile, il sindaco Bellumori non ha intenzione di passarci sopra. «Quello che la gente deve capire - dice - che qui non si tratta di una ripicca del sindaco, ma dello svilimento del lavoro dell'intera amministrazione». Il Comune, per il premio Capalbio, non ha mai badato a spese. Per la piazza gli organizzatori non spendono un euro, gli impianti sono forniti dal Comune, come le sedie e il palco. E poi, Capalbio è Capalbio. E a Bellumori è rimasto alla gola anche un altro rospo: nella prima copertina della diretta Sky, organizzata proprio in piazza Magenta, nel sottopancia è uscito il nome della Capitale. «Eventi come questi - aggiunge Bellumori - oltre ad essere qualitativamente importanti per gli ospiti che sono intervenuti nel dibattito, servono anche a promuovere il territorio. Ma Capalbio non può essere utilizzato solo a favore di personaggi che avrebbero comunque notorietà anche se restassero su una spiaggia. A me interessa che l'anziana che sta in centro, trovi un posto a sedere in piazza».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze