Il Tirreno

Grosseto

Tiemme, il futuro è nel servizio scolastico e turistico

Valentina Geri

Presentato il bilancio dell'azienda di trasporti: c'è voglia di crescere ancora

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 GROSSETO. «Tiemme in un anno». In questi giorni, dopo aver presentato la nuova campagna pubblicitaria, arrivano dal nuovo cda della Tiemme spa i conti dell'azienda.  Ieri. I tagli del governo, il decreto 78 e la situazione non facile del Tpl, l'aumento del gasolio e delle assicurazioni degli ultimi tempi non hanno reso facile la situazione per la neonata società.  Nonostante questo clima, però, la Tiemme spa è riuscita prima a formarsi, e poi a rimanere in piedi, migliorandosi. Lo dimostrano i numeri del disavanzo dell'azienda appena formatasi che è stato di poco meno di 284mila euro, a fronte del milione e 400mila euro che erano stati previsti.  Ad affiancare i dati positivi c'è poi la cosiddetta "valorizzazione" dell'azienda, che non ha registrato nessun licenziamento, ma al contrario nuove assunzioni. Senza contare il dato più importante: aver saputo creare, oltre a un'azienda extraprovinciale, la prima aggregazione delle aziende del trasporto pubblico in Toscana.  Oggi. I successi di ieri, spiega il presidente di Tiemme Marco Simiani, «sono il segno che aggregarsi e ottimizzare funziona, anche se c'è ancora da lavorare per la completa ottimizzazione dell'amministrazione».  Per il momento il chiodo fisso è la prossima gara unica per la gestione del Tpl regionale, nella quale la Tiemme intende proporre la propria leadership mantenendo sì un'ottica aziendale ma anche un'attenzione particolare a mezzi, servizi di qualità e sicurezza, controlli e scelta accurata del personale. Domani. "Di doman non c'è certezza". Eppure la Tiemme di sfide ne ha, pronte a essere vinte. La prima, costituirsi punto di riferimento per l'intero sistema toscano con la gestione di un Tpl regionale che poi possa svilupparsi e creare un sistema unico toscano.  La società sta poi studiando la possibilità di espandersi in altri settori non Tpl, in particolare turismo e scuola - così da poter investire i proventi di settori nel Tpl - e di riuscire a offrire servizi sia su gomma che su ferro.  Nonostante queste buone idee, che puntano a essere competitivi soprattutto nelle garanzie date agli utenti, le difficoltà restano. La situazione economica, ad esempio, con pochi soldi, pochi investimenti e contributi pubblici irrisori. Diventa quindi più difficile risolvere i problemi a monte, quelli legati alla razionalizzazione dei servizi già esistenti e, soprattutto, la creazione di un nuovo parco mezzi, da aggiungere ai (soli) 40 autobus acquistati di recente. Aspettiamo fiduciosi il dopodomani.

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