Il Tirreno

Grosseto

Semproniano. La disavventura di un’immigrata brasiliana

Rinunciare alla residenza per colpa... della burocrazia

Fiora Bonelli

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 SEMPRONIANO. Storie di emigranti: chi va e chi viene in cerca di realtà ospitali e accoglienti. E se chi, italiano all'estero da 40 anni, ha trovato fuori dalla penisola un'ospitalità familiare, c'è anche chi, arrivando dall'estero, trova mille difficoltà burocratiche.  Difficoltà dovute al fatto che ci si mette di mezzo questa o quella norma, che magari non tutti conoscono ma dà del filo da torcere; nemmeno quando chi deve rispettarla ha 84 anni, l'accompagnamento e si ricorda poco le cose.  Proprio come a Semproniano, dove nelle maglie della legge 191/78 (quella più nota come legge antiterrorismo) è incappato il suocero di una signora brasiliana.  L'anziano si è dimenticato di fare la dichiarazione di cessione del fabbricato alla nuora, che aveva chiesto la residenza al Comune di Semproniano. La dichiarazione è un atto che va fatto per forza di legge, pena una sanzione stabilita dalla norma. Eppure il fatto non va giù a Moreno Ponzuoli, cognato della signora brasiliana, anche lui emigrato e che, partito da Semproniano giovanissimo, adesso ha una sua pizzeria a Londra, visitata anche da Neil Armstrong. Insomma, Ponzuoli ne ha fatta di strada e all'estero ha avuto successo e buona accoglienza, evidenzia lui stesso. Ed è con rammarico che racconta la storia, opposta, di sua cognata di origine brasiliana alla quale, a suo dire, un impiegato del Comune avrebbe negato informazioni: «A Semproniano succede anche questo - racconta stupefatto - Ti senti dire che i cittadini devono sapere tutto e che gli impiegati non sono certo a disposizione per dare risposte. Questo è quello che mi sono sentito dire accompagnando mia cognata negli uffici del Comune». Tutto è nato dal fatto che la cognata di Ponzuoli, brasiliana e con residenza a Prato, per motivi familiari e la nascita di un bambino, qualche tempo fa è andata all'anagrafe del paese dell'Amiata per chiedere la residenza dai suoceri che abitano, appunto, a Semproniano. Il suocero, di 84 anni, malato, con l'accompagnamento e senza quasi più memoria, non ha ricordato che secondo l'articolo 7 della legge sull'immigrazione doveva segnalare la presenza della cognata al Comune entro 48 ore. Una dimenticanza passibile di sanzione che a Semproniano sarebbe di circa 240 euro. «Ma - si chiede Ponzuoli - l'ufficio anagrafe non è dentro il Comune? Non poteva comunicarlo direttamente a mia cognata quando ha fatto la domanda?». Ma l'amministrazione sempronianina è dalla parte della ragione legale: «C'è la legge - dice il sindaco Gianni Bellini - e non possiamo disattenderla. Ci sono controlli che devono essere fatti e quella dichiarazione è indispensabile. Dura lex sed lex».  Ma Ponzuoli, dopo aver sottolineato la diversa ospitalità e la levità burocratica di altri paesi rispetto all'Italia, ironizza: «Nei prossimi giorni chiederò al sindaco di fare un'ordinanza con cui si informa che tutti i cittadini di Semproniano, extracomunitari, rumeni o polacchi, devono essere laureati in legge ed essere a conoscenza di tutto e che non devono assolutamente disturbare il personale del Comune per qualsiasi tipo di informazione». Tutto questo succedeva alcuni giorni fa. Ma alla fine, la signora brasiliana si è arresa e per non avere ulteriori grane a causa della legge sull'immigrazione, continua il signor Ponzuoli, «mia cognata ha rinunciato alla residenza e annullato la richiesta. Ragion «per cui il soggiorno in casa dei suoceri sarà solo di tipo parentelare», conclude Ponzuoli.

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