Il Tirreno

Grosseto

Niente volontari, ambulanze ferme

Michele Nannini
<b>CRI.</b> Alduvinca Meozzi
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CRI. Alduvinca Meozzi

Crisi profonda alla Croce Rossa: sotto accusa il commissario

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 SCARLINO. Le ambulanze ferme davanti alla sede. I volontari che sembrano spariti. La gente che si interroga, per le strade di Scarlino, ma sotto sotto sa già molto anche se vuole dire poco. Di sicuro c'è che da ieri le ambulanze del comitato di Scarlino della Croce Rossa Italiana sono ferme. Immobili senza nessuno che le utilizzi. L'ennesimo giallo di un comitato che troppe volte è finito sulle prime pagine dei giornali, quasi sempre per polemiche o situazioni di difficile risoluzione. Come sembra essere anche questa, l'ennesima pagina di una storia che ancora molto dovrà raccontare.  Nessun volontario apre la bocca, difficile anche trovarli. Di sicuro c'è che praticamente tutti quelli operativi in servizio effettivo, una decina circa di persone, da ieri non stanno più garantendo il loro apporto alla sezione scarlinese. Il che, per una realtà che si basa esclusivamente sull'opera del volontariato non solo nel paese collinare ma un po' in tutta Italia, vuol dire mezzi fermi e servizio praticamente bloccato.  In paese se ne sono accorti tutti, facile del resto: a Scarlino davvero si conoscono più o meno tutti i componenti della comunità, e quando hanno visto le ambulanze ferme è stato facile fare due più due. Nessuno parla ma tutti hanno capito che la causa che ha portato al blocco di fatto dell'attività della sezione va ricercata nei difficili rapporti che ormai da tempo esistono fra il vertice dell'associazione ed i volontari. Una convivenza che a questo punto sembra sia arrivata alla conclusione, anche se c'è da capire su chi ricadrà ufficialmente la colpa e se qualcuno accetterà mai di prendersela. Come ogni sezione in Italia, anche quella di Scarlino è commissariata al pari della Cri nazionale ed alla guida dell'associazione c'è il presidente in carica al momento del commissariamento, ovvero Alduvinca Meozzi, l'ex sindaco di Scarlino. L'idea che i rapporti fra la Meozzi ed il corpo dei volontari non fossero proprio idilliaci serpeggiava da tempo. In più negli ultimi anni la Cri scarlinese è finita sulle prime pagine dei giornali per tante situazioni: lo spostamento della sede a gennaio, l'intervista di un volontario a Report a marzo, la polemica sulle condizioni di salute dei profughi del Veliero, che nel 2009 rischiarono di contagiare anche i volontari Cri con la scabbia e la tbc. Ed anche questa esposizione mediatica potrebbe aver contribuito alla situazione attuale.  La decisione di ieri sembra l'inizio della resa finale dei conti: senza volontari in servizio attivo in pratica la sede della Cri a Scarlino è inutilizzabile, una perdita che il territorio non si può permettere.

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